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  • “Caracciolo” declassato: da ospedale di area disagiata a «punto raccolta malati»

    La potenza delle immagini: il tabellone di ingresso del “San Francesco Caracciolo” sbarrato da una linea rossa, la scritta “ospedale” cassata e sostituita da un’altra dicitura. Non si tratta di un atto di teppismo, ma di una semplice modifica fotografica che tuttavia trasmettere, forte, il messaggio.

    Il manager in pensione Delli Quadri con l’ex sindaco Marcovecchio

    «Leggo che l’ospedale “Caracciolo” di Agnone, così come previsto dal nuovo Pos inviato all’attenzione dei Ministeri competenti, sarà convertito in ospedale di comunità, cioè una struttura a gestione infermieristica. – spiega il manager in pensione, Enzo Delli Quadri, già presidente del circolo culturale “San Pio” di Agnone – Io lo chiamerei “Punto di Raccolta” per i malati altomolisani da “tradurre” in altri luoghi». Perché il rischio concreto è proprio quello: che il “Caracciolo” diventi una sorta di parcheggio per anziani e malati in attesa di trasferimento in strutture ospedaliere vere e proprie, funzionanti.

    «Purtroppo questo era un esito annunciato da più di trentacinque anni. – prosegue Delli Quadri nella sua disamina del problema – Il motivo era facile da individuare: il bacino di utenza dell’ospedale di Agnone comprendeva quasi tutti i comuni dell’Alto Vastese. La spocchia dei politici di Campobasso, Iorio in testa, e loro complici locali, intestarditi a voler difendere l’autonomia regionale molisana, che si è tradotta infine nella difesa dei loro interessi elettorali personali, non ha consentito ad Agnone di connettersi amministrativamente con quel territorio. Oggi ne paghiamo le conseguenze».

    Il sindaco Saia presiede una riunione tra sindaci sui temi della sanità

    Proprio Delli Quadri, infatti, è stato ed è tra i promotori, almeno teorici, della riunificazione tra l’Abruzzo e il Molise. Questo, tuttavia, è un altro discorso. Tornando alle sorti del “Caracciolo”, non è detta l’ultima parola, perché proprio il sindaco Daniele Saia ha annunciato battaglia in tutte le sedi, anche nelle aule del Tribunale regionale amministrativo, contro la pervicace determinazione dei commissari ad acta di declassare la struttura ad ospedale di comunità.

    Il commissario ed ex assessore alla sanità molisana, Ulisse Di Giacomo

    Oltre all’annunciata volontà del sindaco di contrastare la politica della riconversione di Bonamico e Di Giacomo, un altro segnale di cauto ottimismo, in merito alle sorti dell’ospedale, è arrivato giorni fa dal Consiglio regionale che ha approvato all’unanimità la mozione di Andrea Greco. Con quell’atto di indirizzo politico, il Consiglio impegna il presidente Roberti a «mantenere e confermare, all’interno del Programma Operativo Sanitario, la classificazione del “San Francesco Caracciolo” di Agnone quale presidio di area particolarmente disagiata».

    A destra il medico Gianluca Paglione durante un incontro sull’ospedale “Caracciolo”

    Tra i suggerimenti per rilanciare la struttura, anche la proposta di formalizzazione di un’intesa tra Unimol e ASReM per l’inserimento del presidio nella rete formativa delle scuole di specializzazione medica regionali. La proposta, fatta propria da Greco, arrivò, nei mesi scorsi, dal giovane medico Gianluca Paglione. L’accordo, se andasse in porto, permetterebbe al “Caracciolo” di essere attrattivo per specializzandi e strutturandi e di puntare alla unificazione funzionale del reparto di Medicina Generale di Agnone con la Medicina Interna del Veneziale, sotto la direzione di un unico primario universitario, per attivare un modello di formazione condivisa. Idee e propositi che vanno trasformati in atti concreti, altrimenti, ha ragione il manager Delli Quadri, il “Caracciolo” sarà solo un “Punto di Raccolta” per i malati alto molisani.

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