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  • Dalla casa di riposo San Bernardino ai tetti di Majella, Agnone accoglie la Befana

    Ci sono tradizioni che resistono al tempo perché hanno radici profonde, fatte di altruismo, sorrisi e presenza autentica. Una di queste, ad Agnone, porta il nome semplice e rassicurante della Befana, ma soprattutto quello di Clemente Zarlenga, protagonista silenzioso di una lunga storia di vicinanza e affetto che dura da ben 34 anni. Lunedì 5 gennaio, alle ore 15.30, la Befana tornerà a bussare alle porte della casa di riposo di San Bernardino, una struttura che accoglie oltre quaranta anziani, custodi di memoria, storie e vita vissuta. Un appuntamento ormai fisso, atteso con emozione dagli ospiti e dal personale, che ogni anno si rinnova grazie alla dedizione instancabile di Zarlenga, da sempre vicino alla casa di riposo fondata agli inizi degli anni Ottanta da don Geremia Carugno.

    Un legame che va oltre il folklore: è presenza, continuità, attenzione verso chi troppo spesso rischia di sentirsi dimenticato. Quest’anno, accanto alla simpatica vecchietta, ci sarà anche un gruppo di giovani musicisti, pronti a riempire il pomeriggio di note, allegria e complicità tra generazioni. Non mancheranno i doni, offerti con generosità dalle attività commerciali di Agnone, destinati sia agli ospiti che agli operatori della struttura: un gesto semplice, ma carico di significato, capace di trasformarsi in sorriso sincero. Ma la Befana non si ferma qui.

    Martedì 6 gennaio, alle ore 11, la magia si sposterà nel rione Majella, dove l’attesa è tutta per i bambini. Qui la vecchietta più amata d’Italia compirà una delle sue imprese più spettacolari: si calerà dal tetto del plesso scolastico, nei pressi della villetta comunale, tra lo stupore e l’entusiasmo dei più piccoli. L’iniziativa, fortemente voluta dai Vigili del fuoco del comando provinciale di Isernia, in collaborazione con il distaccamento altomolisano, il Comune e la Pro Loco, unisce sicurezza, spettacolo e tradizione. A indossare i panni della Befana sarà il vigile del fuoco Francesco Spadanuda, in forza al comando provinciale di Isernia ma agnonese doc, a testimonianza di un legame che non si spezza mai con la propria terra.

    Due giorni, due luoghi, un unico filo conduttore: la capacità di fare comunità, di regalare emozioni autentiche e di ricordare che, a qualsiasi età, c’è sempre bisogno di una carezza, di una risata e di qualcuno disposto a salire su una scopa – o a scendere da un tetto – pur di donare felicità.

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