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giovedì 20 Agosto 2026
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Emergenza urgenza: le ambulanze bloccate dai confini amministrativi tra le due regioni

L'episodio di cronaca, il decesso dell'ex assessore Tonino Scampamorte, rilancia il tema dell'efficacia del sistema di emergenza urgenza sul territorio montano e di confine dell'Alto Molise. Nella mattinata di ieri, quando l'ex assessore ha accusato il malore mentre…

L’episodio di cronaca, il decesso dell’ex assessore Tonino Scampamorte, rilancia il tema dell’efficacia del sistema di emergenza urgenza sul territorio montano e di confine dell’Alto Molise. Nella mattinata di ieri, quando l’ex assessore ha accusato il malore mentre era alla guida ed è stata fatta richiesta di intervento urgente, il famoso codice rosso, cioè paziente in pericolo di vita, l’ambulanza del Pronto soccorso di Agnone era fuori per un altro intervento a Capracotta. Anche l’ambulanza di Trivento pare fosse uscita e impegnata per servizio altrove e dunque la centrale operativa di Campobasso, che raccoglie le chiamate e gestisce gli interventi, ha inviato sul posto un’auto medica da Isernia e una ambulanza in assetto “India”, cioè senza medico, da Frosolone, con gli intuibili tempi di percorrenza piuttosto lunghi.

La cosa che lascia interdetti è che la postazione dell’emergenza urgenza di Castiglione Messer Marino, appena al di là del confine amministrativo tra le due regioni, nella mattinata di ieri era medicalizzata, quindi con medico a bordo, e sarebbe stata in grado di intervenire sul posto, raggiungendo la persona infartuata, in pochi minuti, in un arco temporale inferiore alla mezz’ora. Perché non è stata attivata quella postazione medicalizzata? Semplicemente perché il 118 di Castiglione è fuori regione, si trova in Abruzzo e per insondabili motivazioni legate alla gestione aziendale sanitaria, non può intervenire né operare fuori regione. E per via di queste pastoie burocratiche si registra il paradosso che una ambulanza medicalizzata capace di arrivare sul paziente in un quarto d’ora o mezz’ora non viene presa nemmeno in considerazione, solo perché è fuori regione appunto, mentre si ripiega su due mezzi con partenza dal Molise che però impiegano ed effettivamente hanno impiegato molto più tempo.

E parliamo di patologie tempo dipendenti, dove anche il minuto in più può fare la differenza tra la vita e la morte di una persona bisognosa di cure urgenti. Magari non sarebbe cambiato nulla e le cose avrebbero avuto lo stesso esito nefasto che purtroppo hanno avuto, ma resta lo sconcerto per un sistema di emergenza-urgenza che è tale solo sulla carta e che soprattutto è imbrigliato da incomprensibili paletti burocratici legati alla gestione regionale della sanità. Anche quella che serve per salvare la vita alle persone.

Francesco Bottone

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