I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, nell’ambito di servizio di polizia economico finanziaria rientrante nella mission istituzionale a tutela della libera concorrenza ed a contrasto della contraffazione, hanno recentemente eseguito un’attività investigativa – coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo – che ha portato al sequestro, di un opificio con all’interno macchinari, apparecchiature informatiche per la realizzazione di patch contraffatte.

In particolare, grazie al monitoraggio delle principali piattaforme di commercio elettronico effettuato dai militari della Compagnia San Benedetto del Tronto è stato possibile individuare un’impresa individuale, che ha commercializzato online sulle note piattaforme Ebay e Vinted circa 17mila patch contraffatte, riconducibili a famosi brand (tra i quali Nike, Armani, Balenciaga, Louis Vuitton, Blauer, Levi’s), da utilizzare su capi di abbigliamento.
I successivi approfondimenti investigativi eseguiti hanno permesso di denunciare alla competente A.G. il titolare della ditta individuale per violazione agli articoli 473 contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni) e 474 ter (circostanza aggravante) del codice penale.
La perquisizione delegata eseguita presso i locali nella disponibilità della ditta individuale ha consentito di individuare e sottoporre a sequestro, tra gli altri, due macchinari particolarmente sofisticati, in grado di realizzare le predette patch in maniera sistematica e veloce, nonché circa n. 800 patch pronte per essere immesse in commercio.
Gli ulteriori approfondimenti – condotti con l’ausilio di personale informatico specializzato “Computer forensics e data analysis” del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Ascoli Piceno – hanno permesso, attraverso l’analisi dei personal computer sequestrati, di individuare n. 779 persone, sparse su tutto il territorio nazionale, che hanno acquistato nel tempo le predette patch a prezzi irrisori.
Gli acquirenti finali sono stati successivamente sanzionati amministrativamente, per un importo complessivo pari a circa 470.000 euro, in violazione dell’articolo 1 comma 7 del D.L. 35/2005, che sanziona l’acquisto, a qualsiasi titolo, “di cose che per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale”.
L’attività eseguita dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale Ascoli Piceno sul “primo anello” della filiera di contraffazione rientra tra i compiti di polizia economico-finanziaria e testimonia l’impegno costante del Corpo nel contrasto al fenomeno della contraffazione, che non solo costituisce di fatto un “moltiplicatore di illegalità”, essendo capace di alimentare potenzialmente molteplici circuiti illeciti, ma anche di danneggiare il tessuto produttivo nazionale a discapito degli imprenditori onesti.