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  • Guado Liscia-Capracotta, dieci anni di immobilismo: rispunta il video-denuncia degli studenti pendolari

    Dieci anni dopo, nulla è cambiato. E se non fosse tragico, verrebbe da pensare a una beffa. A raccontare lo stato di salute della strada provinciale Sp 87 Montesangrina, l’asse viario che collega il valico di Guado Liscia a Capracotta, è un video girato nel 2016 da un gruppo di studenti pendolari del paese, allora diretti ogni giorno verso gli istituti superiori di Agnone (Itis, Liceo Scientifico e Alberghiero). Un documento che oggi, a distanza di un decennio, suona come una condanna senza appello. Quelle immagini, accompagnate dalla colonna sonora dei Dire Straits con Sultans of Swing, scorrono lente ma impietose: una strada stretta, avvallata, dissestata, in più punti franosa. Asfalto irregolare, una distesa di buche, segnaletica orizzontale praticamente inesistente, guardrail insufficienti o assenti. Un quadro che, nonostante qualche rattoppo qua e là, è rimasto identico nel tempo. Stesse criticità, stessi pericoli, stessa incuria.

    Dopo l’articolo pubblicato da l‘Eco, la questione è tornata prepotentemente a galla, riportando sotto i riflettori una situazione che non riguarda l’emergenza di oggi o le rigide temperature invernali. Le giustificazioni arrivate dall’ente gestore, la Provincia di Isernia, appaiono ormai fragili: il freddo può forse rallentare una bitumazione, ma non può giustificare anni e anni di immobilismo. Qui il problema è strutturale, cronico, stratificato nel tempo. Lo dimostra proprio quel video, inviato in redazione da un ex studente, che testimonia come nel 2016 la Sp 87 fosse già in condizioni critiche. E prima ancora, lo era già. Nel filmato, lungo tutto il percorso, scorrono anche alcune slide con un appello diretto alla classe politica: intervenire, mettere in sicurezza, restituire dignità a una strada fondamentale. Appelli rimasti lettera morta. Nel frattempo si sono avvicendati presidenti e assessori a Palazzo Berta, si sono susseguite promesse, dichiarazioni e impegni solenni da parte di amministratori locali dei due versanti. Risultato? Nulla di concreto.

    La Sp 87 è ancora lì, simbolo di un degrado che fa arrossire perfino i residenti, esasperati da una viabilità ormai indicibile. E come da copione, il tema riemerge puntualmente a ogni campagna elettorale, salvo poi scomparire nel dimenticatoio subito dopo il voto. Intanto ci si riempie la bocca di parole come turismo, accoglienza, sviluppo, neve e piste da sci. Ma chi arriva dall’Abruzzo, in particolare dall’uscita autostradale della Val di Sangro, per raggiungere Capracotta deve fare i conti con quello che resta della Sp 87. Un biglietto da visita che definire pessimo è un eufemismo. Sono passati dieci anni. Dieci anni identici a quelli precedenti. E a questo punto parlare di vergogna è persino riduttivo. Perché quando lo schifo diventa normalità, il problema non è più solo l’asfalto: è la totale assenza di responsabilità. E chi vuol capire, capisca.

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