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venerdì 27 Marzo 2026
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Legittima difesa, monsignor Bregantini le spara grosse: «Una legge pericolosa»

Una legge «anoressica», così la definisce il vescovo di Campobasso –Boiano monsignor Bregantini all’indomani dell'approvazione in Senato della legge sulla Legittima Difesa. «Sì, perché è una legge che adagio, adagio, ci toglierà il gusto della fiducia nell’altro. La bellezza…

Una legge «anoressica», così la definisce il vescovo di Campobasso –Boiano monsignor Bregantini all’indomani dell’approvazione in Senato della legge sulla Legittima Difesa. «Sì, perché è una legge che adagio, adagio, ci toglierà il gusto della fiducia nell’altro. La bellezza della collaborazione, della strada percorsa insieme. La gioia di guardare all’altro come alleato e non come potenziale avversario. E’ insidiosa questa legge, sul piano antropologico. Perché introduce un principio devastante: dell’altro non mi posso più fidare. Mi potrà essere sempre “nemico”. Quel “sempre” che è stato introdotto nell’articolo 52 del Codice Penale, non necessario, ma volutamente provocatorio, come attestano molteplici giuristi di professione, guasterà le nostre relazioni sociali. E ci renderà inesorabilmente più poveri. Sì, perché se diminuirà la fiducia reciproca, a cominciare dai rapporti quotidiani, di prossimità, di incontro amabile con il tuo quartiere, anche i grandi investimenti man mano diminuiranno. Perché diremo: per quale motivo investire? Tanto non ci può fidare di nessuno. E la nostra società soffrirà ancora di più il fardello del debito di fiducia, che già devasta le relazioni economiche e sociali nazionali e mondiali. E anche a livello locale dobbiamo vigilare e impegnarci per rafforzare i legami di fiducia. Non spezzarli. Come ha ben sottolineato Mattarella nella sua lettera ai partiti. Si affacceranno danni simili all’anoressia, che deperisce tutto ciò che chiede invece vita». E ancora sul testo di legge il presule di Campobasso afferma che «questa è una legge pericolosa, direi proprio negativa, in quanto va a minare il cuore della fraternità, dell’essere e del riconoscerci fratelli. E’ “anoressica”, sì, perché ci toglie il gusto delle cose e di condividerle con l’altro. Le paure, in fondo, hanno vita così, finché non ci divorano l’unica cosa fondamentale per vivere bene: il convivere nella comunione, nutrendo fiducia e non sospetto».

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