• In evidenza
  • OSPEDALE ‘CARACCIOLO’ AL COLLASSO, LA REGIONE MOLISE SE NE FOTTE E IL POPOLO DORME

    AGNONE – Ospedale ‘San Francesco Caracciolo’ al collasso per l’imminente carenza di personale medico, la Regione Molise se ne fotte malgrado un decreto ministeriale  (Balduzzi), e il popolo che fa? Dorme… Potrebbe sembrare il titolo di una commedia all’italiana anni ’80, invece è la durissima reprimenda di don Francesco Martino, un pretaccio (copyright di Giorgio Cannavò) di frontiera, spesso osteggiato dai sui stessi colleghi, che invia agli organi di stampa una fotografia desolante dei servizi su un territorio, quello a cavallo tra Alto Molise e Vastese, condannato alla morte. E’ solo l’ultimo grido d’allarme, l’ennesimo, che l’Eco online riporta testualmente.

    L’amarezza di noi abitanti altomolisani – esordisce don Martino nel suo scritto – a questo punto della nostra storia non può che essere immensa verso una Regione ed una Provincia che sarebbe meglio abbandonare il prima possibile per mancanza di serietà e di decenza in tutti gli attori istituzionali coinvolti: la barzelletta della Galleria Fonte Valloni di Belmonte continua imperterrita: dopo gli annunci mirabolanti fatti dai media locali sull’arrivo di fondi nazionali, trasferimenti immediati, gare d’appalto espletate e ditta di Trivento vincitrice, inizio dei lavori entro il mese di aprile-maggio, ecco emergere la dura verità da parte degli uffici preposti: non si può procedere all’aggiudicazione definitiva dell’appalto, che rimane in stand by, perché manca il capitolo di bilancio relativo su cui sono stati assegnati i fondi , e si rimane ancora in attesa delle notifiche degli uffici finanziari regionali e provinciali… bella storiella molisana. Inoltre, ciliegina sulla torta, e lo dico come denuncia preventiva se ciò dovesse verificarsi realmente, perché trattasi di atto premeditato, ad un carissimo amico che da Roma chiedeva notizie sull’andamento della storia della galleria, è stato risposto che se la stampa e i media non cessassero di interessarsi della vicenda, per ritorsione avrebbero chiuso anche il ponte che collega Belmonte del Sannio a Castiglione Messer Marino, invece che adoperarsi per la sua manutenzione. Bel modo di ragionare, ma la Procura della Repubblica di Isernia non esiste di fatto, purtroppo.

    Passando poi alla situazione sanitaria, il blocco dei Piani Operativi e il conseguente non far nulla hanno ottenuto il risultato sperato: l’ospedale di Area Particolarmente Disagiata, previsto sulla carta, rimarrà sulla carta: ne sono convinto. Dopo aver registrato il collasso delle attività, voluto anche dalla dottoressa Arcaro che mi rispose a muso duro che era uno scandalo una spesa di 750 mila euro per anestesisti e guardie mediche di attività aggiuntiva per mantenere i servizi di emergenza al Caracciolo, con conseguente taglio, e quindi messa in pericolo del presidio, vengo a leggere una nota Ricciardi Arcaro di marzo che la ripristina a 480 euro lorde per turno  o per 8 ore di servizio aggiuntivo, ma per gli altri ospedali: non era uno scandalo?

    Inoltre, si avvisa l’unico medico rimasto per la dialisi, con 18 pazienti e 5 in lista di attesa, di non essere più reperibile 30 giorni su 30 ma si propone non di assumere a tempo determinato un altro medico per assicurare un legittimo doppio turno e coprire il servizio, ma viene proposto ai professionisti di settore disponibili, che fanno bene a rifiutare, un inaccettabile e deprofessionalizzante contratto a prestazione d’opera privata che non risolve i problemi, in barba a tutte le leggi che tutelano i dializzati, servizio salva vita.

    Poi, come previsto, il blocco del turn over e la nulla volontà manifestata di risolvere i problemi, ormai hanno condotto alla morte del presidio per consunzione, cosa da me purtroppo prevista dal lontano 2007: tra luglio e dicembre vanno in pensione tre medici di medicina generale, l’otorino e due chirurghi, e i reparti devono chiudere per forza, perché non c’è personale medico, e con loro scompaiono gli ambulatori di cardiologia, medicina interna, ecodoppler, endoscopia, orl…

    Inoltre, nonostante le carte dicano Ospedale di Area Disagiata, che prevede una vera emergenza-urgenza completa come ogni ospedale seppur di base,  presso l’Asrem sostengono che in realtà non ci sarà il Pronto Soccorso, ma un Punto di Primo Intervento, e una Medicina a bassissima intensità di cura (un cronicario).

    La ciliegina sulla torta – conclude il prete –  è servita con il periodico andare fuori uso della nuova sala operatoria per omesse manutenzioni, ma i lavori costosi si fanno. Bravi, bravissimi, risultato eccezionale: si chiama eutanasia passiva. I nostri cugini abruzzesi sono stati da sempre molto seri: che sfortuna non essere terra d’Abruzzo!  Vi aspettiamo il 1 agosto, per il brindisi di chiusura di ogni servizio, territoriale ed ospedaliero.

     

     

    Sostieni la stampa libera, anche con 1 euro.