La battaglia legale e politica pro “Caracciolo” dilaga a macchia d’olio e trasversalmente. Sempre più Comuni, non solo quelli guidati dal centrosinistra, stanno aderendo alla proposta lanciata dall’amministrazione di Agnone di impugnare davanti ai giudici del Tar Molise la decisione dei commissari ad acta Di Giacomo e Bonamico di declassare la struttura sanitaria di confine dell’Alto Molise in un cosiddetto ospedale di comunità. Nei fatti sarebbe una sorta di poliambulatorio a gestione infermieristica, senza Pronto soccorso e senza medici.

Nei giorni scorsi è stata l’amministrazione comunale di Sant’Angelo del Pesco, appena rieletta, a formalizzare la volontà di procedere impugnando davanti al tribunale regionale amministrativo il declassamento del “Caracciolo”. Una adesione che acquista ancor più valore perché arriva da una sindaca di centrodestra, che tuttavia non si fa problemi a contestare e contrastare le decisioni prese dai commissari ad acta, nonostante siano della stessa sua parte politica e di nomina governativa. Perché, evidentemente, la difesa dei diritti alla salute nell’Alto Molise non ha e non può avere colori o bandiere politiche, è una battaglia di civiltà trasversale.

La deliberazione è stata assunta dalla nuova Giunta comunale di Sant’Angelo del Pesco appena nominata dalla rieletta sindaca Nunziatina Nucci. L’esecutivo, composto dalla stessa Nucci, dal vicesindaco Pasquale D’Abruzzo e dall’assessore Francesco Saverio Mallardo, che in realtà in quella seduta è risultato assente, ha dato dunque l’ok al ricorso al Tar. «Questo Comune – si legge nella delibera di Giunta – intende proporre ricorso dinanzi al Giudice amministrativo unitamente al Comune di Agnone che si farà carico, per intero, delle spese legali, nessuna esclusa; l’avvocato Stanislao Chimenti e l’avvocato Sara Fiorucci, del Foro di Roma, individuati dal Comune di Agnone, hanno dato la propria disponibilità alla rappresentanza e difesa innanzi al Giudice amministrativo del Comune di Agnone e di questo Comune».
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