Un tentativo di furto in abitazione si è registrato nel corso della tarda serata di sabato a Poggio Sannita, precisamente in via Parallela. L’episodio di cronaca intorno alle 21,30 di sabato sera, anche se la notizia si è diffusa solo nelle ultime ore. Chiusi nel più stretto riserbo, infatti, i Carabinieri della compagnia di Agnone, coordinati dal capitano comandante Christian Proietti, nel tentativo di non inquinare le indagini immediatamente scattate dopo la segnalazione del tentato crimine. Secondo il racconto dei residenti del piccolo centro montano, due ladri sono stati notati salire sul balcone di un’abitazione in via Parallela, in pieno centro abitato, praticamente di fronte alla casa ripulita, probabilmente dalla stessa banda di topi di appartamento, in occasione del comizio di chiusura della campagna elettorale negli anni scorsi.

Sabato sera la famiglia che abita in quell’immobile non era presente. Evidentemente i ladri erano al corrente dell’assenza dei proprietari e pensavano di mettere a segno un colpo facile, come avvenuto in passato. Qualcosa però, per fortuna, non è andato secondo i loro piani criminali. Un vicino di casa, infatti, ha sentito un rumore sospetto, forse nel momento in cui i delinquenti hanno fatto effrazione sugli infissi esterni dell’abitazione, e si è affacciato, notando distintamente due individui sul balcone della casa lì nei pressi. Immediatamente l’uomo si è precipitato all’esterno e ha cominciato a gridare all’indirizzo dei due malintenzionati i quali, vistisi ormai scoperti, hanno desistito dal loro intento delittuoso e si sono calati giù dal balcone. Ad attenderli, in auto, un terzo complice. I due sono saltati a bordo e il mezzo è partito a grande velocità guadagnando la fuga. In quel momento, per un caso del tutto fortuito, si è trovato a transitare lungo quella via, a bordo della sua auto, il vicesindaco, Antonio Amicone, il quale, in pochi attimi, ha capito quello che stava accadendo e ha tentato di inseguire l’automobile in fuga.

«Il veicolo è sfrecciato via in direzione della fondovalle Verrino. – racconta in esclusiva per la nostra testata il vicesindaco Amicone – Ho dovuto desistere dopo poco perché la velocità di fuga dei ladri era davvero folle e ho pensato che continuare l’inseguimento avrebbe potuto rappresentare un pericolo ancora maggiore sia per me, ma soprattutto per altri utenti della strada». Secondo le ricostruzioni che circolano in paese l’automobile usata dai ladri per dileguarsi è la stessa utilizzata per mettere a segno anche altri furti in abitazione in vari centri dell’Alto Molise. Una Mercedes classe “A” grigio chiaro, precisamente color Champagne. La stessa auto è stata notata in occasione di altri furti in abitazione, sia a Poggio Sannita, ma anche nella vicina Agnone. E lo stesso veicolo sarebbe stato ripreso e immortalato dalle telecamere della videosorveglianza sia nella cittadina agnonese che a Poggio Sannita. Sempre dalla visione di quei filmati, inoltre, pare che sia distintamente riconoscibile uno dei componenti della banda. O meglio, non è possibile risalire alla sua identità, perché le immagini non sono così nitide, ma il “palo”, il terzo complice appunto, è stato riconosciuto come una persona corpulenta, praticamente obesa. La stessa stazza ripresa dalle telecamere di sorveglianza nel corso di un tentativo di furto messo a segno mesi fa ad Agnone.

Tornando all’episodio di cronaca di Poggio, mentre il vicesindaco ha tentato l’inseguimento, il vicino di casa che materialmente ha sventato il furto, un dipendente comunale, ha contestualmente dato l’allarme contattando il numero di emergenza 112. Pattuglie del Nucleo operativo radiomobile della compagnia Carabinieri di Agnone, con l’ausilio di altri equipaggi delle stazioni territoriali, hanno immediatamente posto in essere una vasta e capillare operazione di caccia all’uomo, che tuttavia ha dato esito negativo. La banda della Mercedes color Champagne, ancora una volta, è riuscita a far perdere le proprie tracce, probabilmente con la complicità di un quarto complice munito di garage o rimessa in grado di far letteralmente sparire dalla circolazione l’automobile usata per i colpi.
Adolfo Corropoli