Un deposito completamente abusivo, nascosto nella zona artigianale di Popoli Terme e rifornito con migliaia di litri di prodotti energetici di provenienza estera. È quanto scoperto dalla Tenenza di Popoli Terme del Comando Provinciale di Pescara, nell’ambito di un’operazione contro l’evasione fiscale e le frodi nel settore degli oli lubrificanti.

I finanzieri, al termine di mirati servizi di osservazione e grazie anche allo scambio informativo con altri reparti impegnati negli stessi ambiti investigativi, hanno individuato un capannone di circa 400 mq, attrezzato con scaffalature e carrelli elevatori, ma completamente privo delle necessarie autorizzazioni.
All’interno del deposito erano stoccati ingenti quantitativi di merce: circa 68 mila litri di olio lubrificante, oltre a gasolio per autotrazione (750 lt), liquido antigelo (oltre 1.700 litri), AdBlue (oltre 17.100 lt) e altri additivi circa 3.000 lt), insieme a batterie e ricambi per auto.
Tutto il materiale è stato sequestrato su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Particolarmente gravi le condizioni di sicurezza: secondo quanto accertato anche con il supporto dei Vigili del Fuoco, il deposito era privo di qualsiasi misura antincendio, con un concreto pericolo per le abitazioni e le attività vicine, oltre al rischio di danni ambientali in caso di sversamenti.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno fatto emergere un sistema organizzato di contrabbando di olio lubrificante proveniente soprattutto dal Belgio, che consentiva di importare illegalmente la merce per poi distribuita sul territorio attraverso una rete articolata di clienti, tra privati e operatori economici, anche tramite piattaforme e-commerce.
Determinante si è rivelata l’analisi dei dispositivi informatici sequestrati, che ha consentito di ricostruire nel dettaglio il meccanismo illecito: i pagamenti avvenivano in contanti, con somme documentate tramite fotografie inviate via social al fornitore. Un autotrasportatore compiacente si occupava poi della consegna del denaro e del trasporto della merce fino al deposito occulto.
Il sistema ha prodotto ricavi non dichiarati per quasi 3 milioni di euro, con un’evasione IVA superiore a 600 mila euro e imposte di consumo non versate per circa 260 mila euro ed è stato accertato anche l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 160 mila euro.
Complessivamente sono tre le persone segnalate all’Autorità giudiziaria, mentre sono stati eseguiti sequestri di beni e denaro per circa 900 mila euro. Nei confronti dell’imprenditore, ritenuto al centro dell’attività illecita, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, per il concreto rischio di reiterazione dei reati.
L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali e ai traffici illeciti, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza dei cittadini e garantire condizioni di concorrenza leale sul mercato.