• Editoriale
  • D’Alfonso tagliati lo stipendio, non i servizi sanitari al cittadino

    Con 23 milioni di euro ce ne escono di ospedali, di guardie mediche, di medici sulle ambulanze di montagna lontane sessanta chilometri dal più vicino ospedale, se ne sistemano di frane, di strade e di dissesti idrogeologici. E forse basterebbero anche per realizzare la “casa della salute” di Canneto, il miracolo annunciato urbi et orbi a Celenza sul Trigno dal governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso (a sinistra in foto, ndr).

    Dove reperire quelle risorse, quei 23 milioni di euro di denaro pubblico? Semplice, già ci sono, basta non spenderli, anzi non buttarli. O meglio non sprecarli per la cosa forse più inutile, cioè per i rimborsi e le indennità ai consiglieri regionali, ma impiegarli meglio, per le cose serie, per i servizi al cittadino.sara in aula

    Nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle in Regione Abruzzo ha depositato una proposta di legge, primo firmatario il consigliere regionale Sara Marcozzi (a destra nella foto, ndr), che prevede il dimezzamento degli stipendi degli eletti in Emiciclo. Dimezzamento, già, perché oggi i consiglieri regionali abruzzesi percepiscono una indennità di undicimila euro mensili. In un solo mese  gli eletti in Regione portano a casa quanto un normale lavoratore nell’arco di un anno.  Soldi pubblici, soldi dei contribuenti, soldi che potrebbero e dovrebbero essere impiegati meglio. Ad un consigliere regionale cinquemila euro al mese possono e devono bastare, o no?

    Poi per ragioni di cassa e di rientro si tagliano i servizi sanitari sul territorio; non si procede alla manutenzione delle strade; non si dota il 118 di Castiglione Messer Marino di un medico a bordo in grado magari di salvare la vita a qualcuno; non si sistemano frane e smottamenti; non si dota il territorio montano di una rete internet veloce; non si fa manutenzione agli edifici scolastici e via elencando.

    Sara Marcozzi, candidato governatore del M5S e oggi consigliere regionale di opposizione, lo aveva detto anche in campagna elettorale: «dimezzeremo gli stipendi agli eletti».

    E dalle parole si passa ai fatti, perché la proposta di legge che taglia finalmente i privilegi della casta regionale è stata messa nero su bianco e depositata.

    «Il risparmio totale da noi stimato per i prossimi cinque anni – ha spiegato la prima firmataria, Sara Marcozzi – ammonta a € 23 milioni e 140 mila euro, se i consiglieri di ogni parte politica avranno il coraggio di votare in favore della proposta».chiodi in aula

    Oltre venti milioni di euro in cinque anni, più di quattro milioni di euro di risparmio all’anno. Questi sono numeri, è matematica, non è politica.

    Come voteranno i rappresentanti della casta abruzzese? Gli eletti di centrodestra e di centrosinistra appoggeranno e dunque voteranno la proposta di legge del Movimento 5 Stelle facendo risparmiare ai cittadini abruzzesi 23 milioni di euro? Come voterà il governatore Luciano D’Alfonso? Come voteranno i compagni del centrosinistra, gli eletti del Pd che si riempiono la bocca di parole quali giustizia, equità, solidarietà? Come voteranno i consiglieri del centrodestra, l’ex governatore Gianni Chiodi (a destra nella foto accanto, ndr) in testa, quelli che hanno amministrato negli ultimi cinque anni stringendo la cinghia, ma solo quella altrui, cioè quella dei cittadini, amputando servizi essenziali e abbandonando interi territori montani?

    Siamo pronti a scommettere che bocceranno la proposta del M5S perché populista e demagogica… anche perché seimila euro in più al mese fanno comodo in tasca.

    Francesco Bottone

    effebottone@gmail.com

    tel. 3282757011

     

     

     

     

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