Un momento di confronto sui temi strategici per il territorio dell’Alto Molise, a partire dalla sanità, con l’ospedale “Caracciolo” a rischio declassamento, e sul futuro delle aree interne. Si è tenuto ad Agnone, a palazzo San Francesco, il primo dei due appuntamenti del Partito democratico pentro sui temi delle aree interne. A fare gli onori di casa Daniele Saia, nella duplice veste di sindaco e delegato UPI per le aree interne. Come anche Lino Gentile, sindaco di Castel del Giudice, con analoga delega per conto di Anci nazionale. Presenti la consigliera regionale Micaela Fanelli, l’assessore e vicesindaco agnonese Giovanni Di Nucci e la collega assessore Enrica Sciullo.

Marco Amendola, segretario provinciale Pd ha aperto i lavori ribadendo «l’impegno del Pd molisano sui temi dello spopolamento, delle aree marginali, per il mantenimento dei servizi scolastici e sanitari». «Le piccole realtà molisane, ma la stessa Regione Molise, avranno sempre risorse insufficienti per poter soddisfare i bisogni di una popolazione con bassa densità demografica, ubicata in territori orograficamente difficili, con pessimi collegamenti viari. – ha spiegato Amendola – La tutela della salute, in particolare le patologie tempo dipendenti, sono messe a rischio e lo stesso diritto costituzionale alla salute viene garantito a seconda del CAP di residenza».

A concludere i lavori il responsabile nazionale delle aree interne del partito, Marco Niccolai, che in segreteria nazionale ha lavorato per la proposta di legge che vede prima firmataria Elly Schlein, presentata per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne, con una dotazione di 6 miliardi di euro, da recuperare col metà del finanziamento del ponte sullo stretto. Niccolai ha confessato che quella delle aree interne è «una sfida nazionale, una battaglia per l’equità territoriale, ma anche per un paese più giusto, più coeso e più sostenibile».

La proposta di legge introduce benefici fiscali per le imprese che investono nelle aree interne, agevolazioni per l’acquisto della prima casa e per favorire lo smart working, incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità, un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali. In relazione all’ospedale di Agnone, Niccolai è stato chiaro e deciso, contestando «la volontà della Regione Molise di chiudere i venti posti letto di medicina, facendolo diventare struttura di sanità territoriale».

«Le distanze, la viabilità provinciale, la montanità, e la gravissima situazione dell’ospedale di Isernia rendono questa scelta ancora più insostenibile e inaccettabile» ha sottolineato Niccolai. Dal dibattito è emersa inoltre la necessità di «risarcire questi territori per i servizi ecosistemici che forniscono alle popolazioni a valle» e di una fiscalità di vantaggio. «Il Molise, – ha chiuso Niccolai – o salva le aree marginali o è destinato alla marginalizzazione come regione».