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  • Il Molise? Ho le prove della sua (non) esistenza

    Colletorto, in Molise, è il paese che amo, lì ho le mie radici, è nato mio padre e i miei genitori si sono conosciuti. Ci torno ogni estate, dopo una pausa dovuta ai crolli del terremoto del 2002, felice di perdermi nelle sue dolci tortuosità. Con gli amici Gaetano & co, ridiamo del barzellettificio «Il Molise non esiste», un’espressione molto diffusa sul web, cui sono dedicati vari gruppi Facebook (tra cui l’anglofono «Molisn’t»), forieri di frizzi, lazzi e battute. Alcune infelici, come quella cinguettata da Nina Moric su Twitter ieri, per cui tutti quelli che la insultano sarebbero molisani; altre brillanti, liberatorie: come quella dell’artista milanese Biancoshock che per il festival di street art (e street food con chef Rubio) a Civitacampomarano (Campobasso), conclusosi il 24 aprile, ha scritto su un muro «Il Molise non esiste», cancellando «non esiste» e trasformandolo in «resiste».molise

    So dunque che il Molise esiste e ho le prove, non solo autobiografiche, ma so che possono essere ribaltate da chi, per bullismo o umorismo metafisico, ne minimizza o nega l’esistenza. Checco Zalone in Sole a catinelle ripiega sul viaggio low cost in Molise, che al regista Gennaro Nunziante piace perché ricorda l’Italia dei film di Pietro Germi. Il fumettista Leo Ortolani porta il suo eroe Ratman in un luogo dove per chilometri e chilometri c’è il nulla: «Sai dove ti trovi?» Sì, risponde, «in Molise».

    nina-moricAnche in quest’epoca di mappe digitali, in pochi sanno dove collocare il Molise, un’espressione geografica diventata Regione solo nel 1963, quando è stata staccata dall’Abruzzo. L’epoca d’oro, nella Storia, è antica, a metà del primo millennio avanti Cristo, quando c’erano i Sanniti, che fecero passare i romani sotto le forche caudine: popoli di cui si conservano suggestivi siti archeologici a Sepino e Pietrabbondante.

    Termoli è il polo turistico più moderno (e industriale, lo stabilimento Fca ha pure assunto); da qui ci si imbarca per le Tremiti, gioielli insulari dell’Adriatico fondate dall’acheo Diomede, filmate ne I cannoni di Navarone (1961) e amate da Lucio Dalla, che nella casa-studio compose Com’è profondo il mare (1977). Templi-Italici-Bello, no? Peccato che le Tremiti siano pugliesi. Come i Comuni che beneficiano della diga di Occhito, uno dei più grandi bacini artificiali d’Italia cui invano presta i suoi fianchi montuosi il Molise.

    Eroi molisanpopolari degli anni 80/90 sono Aldo Biscardi, telegiudice del Processo con i suoi «sgub!» («scoop»), e Antonio Di Pietro, noto per l’espressione post-manzoniana «che c’azzecca?»: personaggi così caricaturali da sembrare parodie di un originale smarrito, degni compari del commissario molisano Don Ciccio Ingravallo, protagonista del Pasticciaccio brutto de via Merulana (1927) di Gadda.confini

    I veri grandi molisani sono stati lo storico e politico Vincenzo Cuoco, lo scrittore Francesco Jovine, il cantante Fred Bongusto (Una rotonda sul mare) e il fumettista termolese Benito Franco Giuseppe Jacovitti. Di origini molisane è Robert De Niro, i cui nonni nacquero a Ferrazzano. Di Duronia è la famiglia di Elio Germano, che ad essa è restata legato.

    E la politica? I molisani patiscono un lunatico («celotico», in dialetto) senso si abbandono da quando non sono più alla ribalta Di Pietro e Ciampi, la cui moglie ha radici a Santa Croce di Magliano. Le dimissioni di Napolitano? Titolò Isernianews:molise3 «Addio al presidente che non ha mai visitato il Molise». La visita di Mattarella? Ecoaltomolise.net titola «E io pago!». E poi, Berlusconi: ha usato questo bacino elettorale (poco più di 300mila abitanti) nel 2013 per entrare in Senato, ai danni di Ulisse Di Giacomo, rientrato in Parlamento, poi, come «alfaniano». Per molti, dunque, il problema del Molise è più politico che ontologico. Esiste, ma si deve (re)inventare.

     

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