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lunedì 15 Giugno 2026
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Stop ai ricoveri e pazienti dimessi, Saia: «Non si possono togliere servizi dai territori, dicendo poi che i servizi migliorano»

«Notizie ufficiali in merito non ci sono state comunicate, credo sia una questione interna ad Asrem. E' chiaro che sul piano operativo la tempistica del passaggio dall'attuale ospedale a quello di comunità è a fine giugno». Non è…

«Notizie ufficiali in merito non ci sono state comunicate, credo sia una questione interna ad Asrem. E’ chiaro che sul piano operativo la tempistica del passaggio dall’attuale ospedale a quello di comunità è a fine giugno». Non è affatto stupìto, il sindaco di Agnone, Daniele Saia, in merito a quanto annunciato dal pulpito della cappella presso l’ospedale di Agnone da don Francesco Martino. Il sacerdote ha infatti spiegato ai pazienti che stavano frequentando la messa domenicale lì in cappella, che dalla fine del mese corrente saranno bloccati i ricoveri e anche gli attuali degenti dovranno essere dimessi.

La cosa singolare è che questa “bomba” sia stata sganciata da un sacerdote durante una messa, mentre dalle istituzioni, Asrem, Regione e via elencando, non è arrivata alcuna comunicazione in merito. Tutto secondo cronoprogramma secondo Saia, perché il passaggio dall’attuale assetto organizzativo all’ospedale di comunità, appunto, prevede appunto la dimissione dei pazienti ricoverati e la trasformazione in una struttura a gestione infermieristica, una sorta di poliambulatorio.

«Come abbiamo potuto apprendere, anche dalla stampa nazionale, – riprende Saia – l’accordo dei medici di famiglia per le case di comunità è saltato. Quindi il rischio vero, se ci dovesse essere questa trasformazione, sarebbe l’assenza totale di sanità in Alto Molise. E questo ci preoccupa».

Riassumendo: fuori tutti i pazienti dal “Caracciolo” e stop ai ricoveri, perché dal primo luglio si parte con la trasformazione in ospedale di comunità, ma intanto i medici di famiglia si sono dichiarati non disponibili ad assicurare prestazioni, dunque non ci sarà più l’ospedale di area disagiata e non ci sarà ancora l’ospedale di comunità. Un vuoto assistenziale, un buco nero, una voragine di servizi primari e costituzionalmente garantiti, ovviamente solo a chiacchiere. Se non è una interruzione di pubblico servizio ci siamo molto vicini, ma le Procure della Repubblica sono affaccendate in altro evidentemente.

«In ogni caro, – ha aggiunto ai microfoni dei giornalisti il sindaco Saia – stiamo predisponendo il ricorso al Tar contro il piano operativo sanitario. Non riusciamo veramente a capire la motivazione di questa scelta: in tutti i piani operativi redatti dal 2015 in poi Agnone è sempre stato sempre configurato come ospedale di area disagiata, non vedo quali possano essere gli elementi che oggi facciano cambiare questa decisione. Certamente non può essere la mancanza di medici, perché significherebbe che lo Stato si è arreso. Non si possono togliere servizi dai territori, dicendo poi che i servizi migliorano. Credo che questo sia un totale ossimoro».

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