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venerdì 13 Marzo 2026
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Nasce l’«Italia del tartufo», Alto Molise presente con San Pietro Avellana

Costruire una comunicazione integrata che faccia del tartufo uno dei grandi attrattori turistici del nostro Paese e dei singoli territori a forte vocazione produttiva, come l'Alto Molise. A questo mira “Italia del Tartufo”, un progetto multimediale e su…

Costruire una comunicazione integrata che faccia del tartufo uno dei grandi attrattori turistici del nostro Paese e dei singoli territori a forte vocazione produttiva, come l’Alto Molise. A questo mira “Italia del Tartufo”, un progetto multimediale e su più livelli presentato nei giorni scorsi a Napoli, nel corso della Borsa mediterranea del turismo, nell’ambito della programmazione del Forum Turismo e Destinazioni organizzato dalla Rete Destinazione Sud, patrocinato dalla Provincia di Avellino e dalla Regione Campania. Il progetto ha previsto la realizzazione della mappa “MapMagazine Tartufo 2023” in collaborazione con ACI–Automobile Club d’Italia, già in vendita in libreria, in edicola e su typimediashop.it. Seguiranno presto la pubblicazione di una guida e lo sviluppo di un percorso online e offline per raccontare mese per mese tutti gli eventi, tutte le attività dal punto di vista economico, sociale e culturale che ruotano attorno al tartufo.

L’analisi di ecosistema svolta da Typimedia Editore ha permesso di stendere una classifica delle regioni più attive nella promozione del tartufo. La graduatoria è guidata dalle Marche, con cinque località. Poi ci sono l’Umbria e la Lombardia con quattro. Ma forse in tanti non sanno che anche la Sardegna e la Sicilia possono vantare una qualità straordinaria di tartufo. Il Molise, non c’è neanche bisogno di dirlo, è degnamente rappresentato dal piccolo comune di San Pietro Avellana, cuore dell’Altissimo Molise appunto.

La presentazione è stata moderata da Gianluca Carrabs, esperto in economia delle risorse alimentari e dell’ambiente e curatore di MapMagazine Tartufo 2023. Tra i numerosi interventi, quelli di Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro delle Politiche Agricole e Forestali, di Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della Regione Campania e di Rizieri Buonopane, presidente della Provincia di Avellino.

«Nell’immaginario collettivo e nella comunicazione massiva – dice Carrabs – abbiamo due grandi capitali del tartufo, Alba e Acqualagna. Ma non ci sono solo loro. Oggi a Napoli ci sono venti amministrazioni locali che raccontano il tartufo. È un prodotto stagionale, e ogni stagione ci regala questo grande diamante della tavola, che troviamo in tutto il Paese. L’Associazione Nazionale “Città del Tartufo” – sottolinea Carrabs – si sforza di fare proprio questo lavoro: raccontare la vocazione del territorio.  Non è un caso che le qualità di tartufo prendano il loro nome dalle località: è un elemento che qualifica il territorio».

Michele Boscagli, presidente Associazione Nazionale “Città del Tartufo”, ha commentato: «MapMagazine Tartufo 2023 è una mappa che racconta i trenta eventi più rappresentativi per il mondo del tartufo, ma è un’anteprima di quello che – auspichiamo – sarà un progetto editoriale più importante, e che vede le città del tartufo protagoniste». Dello stesso tenore sono le parole di Gerardo Capozza, segretario generale ACI: «Auspico che questo sia solo l’inizio. Non mancano le risorse, ma manca una cultura che permetta di rafforzare la struttura da costruire con tutti i partner, per ragionare sulle opportunità che un’Italia minore può offrire».

Spiega l’Editore di Typimedia, Luigi Carletti: «In Italia ci sono oltre cento Comuni che hanno a che fare con il tartufo. Alcuni sono pienamente consapevoli di forza e opportunità, altri un po’ meno. Il tartufo viene visto come frutto della terra per addetti ai lavori e intenditori. In parte è anche vero, ma è soprattutto un grandissimo driver economico. Se pensiamo che è un prodotto soprattutto delle aree interne, capiamo quanto sia importante in questa fase storica del Paese l’esigenza di valorizzare, e in alcuni casi salvare, queste zone dallo spopolamento. Il tartufo è una grande opportunità». «Ne è nato un progetto multimediale – prosegue Carletti – che vede un antipasto nella mappa con i trenta principali eventi, tra i molti che si fanno. E poi sarà pubblicata una guida per oltre cento Comuni: sarà un racconto puntuale di ciascuno di questi centri, arricchito da altri contenuti. Il corrispettivo digitale è rappresentato da Italiadeltartufo.it, la piattaforma nata da poco, che offre un calendario degli eventi in naturale evoluzione, oltre a news, approfondimenti, gallery fotografiche e contenuti video».

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