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  • Ospedale “Caracciolo” e strumentalizzazioni politiche: Saia risponde al fuoco e colpisce duro Di Lucente

    Il sindaco di Agnone, Daniele Saia, replica alle dichiarazioni del vicepresidente della Regione Molise, Andrea Di Lucente:

    “Caro Di Lucente, Mi accusi di voler riscrivere una storia che non mi appartiene, quella a sostegno dell’ospedale Caracciolo. Ti rispondo allora in qualità di sindaco che, negli anni, insieme a tutta l’amministrazione comunale, ha organizzato e partecipato a numerose manifestazioni a difesa del nostro ospedale, esponendosi sempre in prima persona a tutela del diritto alla salute dei cittadini.

    Proprio per le accuse che mi muovi, sono andato a rileggere il ‘libro di storia’ del Caracciolo. E con sorpresa ho ritrovato alcune tue dichiarazioni che raccontano una realtà molto diversa da quella che oggi presenti. Nel 2019, quando eri già al governo regionale, parlasti di riconvertire l’ospedale di Agnone in un centro geriatrico, senza Pronto soccorso per i codici rossi. Nel 2021, invece, dichiarasti che ‘la politica non può nulla per salvare l’ospedale’. Oggi, però, rivendichi risultati parlando di continuità istituzionale. È evidente come ci sia una contraddizione: prima parlavi di cambiamento, poi di resa, oggi di obiettivi raggiunti. Meno male, allora, che quella linea di continuità non è stata seguita.

    Voglio ribadire che non sono mai stato contrario a servizi in più per il Caracciolo, sarebbe assurdo. La nostra amministrazione comunale ha sempre chiesto una cosa semplice: il rispetto di ciò che è scritto nelle norme. Il Caracciolo è un ospedale di area disagiata e il D. M. 70 prevede chiaramente che questi presidi possano svolgere anche attività di day e week surgery. È giusto ricordare, inoltre, che il riconoscimento del Caracciolo come presidio di area disagiata nasce anche dalle iniziative portate avanti dal 2015, alle quali ho contribuito in prima persona.

    È stata una battaglia comune portata avanti dall’amministrazioneCarosella, dai comitati civici “Il cittadino c’è” e “Articolo 32”, da tantissimi cittadini. Un moto d’orgoglio guidato da un gruppo coeso e determinato. E questo non lo sottolineo per autoincensarmi, ma solo per dire che su questo tema io ci sono sempre stato, ieri come oggi. Quello a cui la nostra amministrazione è stata sempre contraria, invece, è la riconversione inospedale di comunità, perché ci toglierebbe un servizio vitale: il Pronto soccorso. I nostri cittadini hanno bisogno di risposte immediate alle urgenze di salute. E tutto questo passa da una TAC e da un reparto di degenza funzionanti, oltre che dalla day surgery e dal day hospital. Per chi vive in montagna, questa non è una posizione politica, ma pura necessità.

    In conclusione, accolgo le tue tardive dichiarazioni con spirito critico, senza scopo di scontro. Infatti, ho sempre detto che sulla sanità non devono esserci divisioni di alcun tipo, tantomeno politiche. Mi permetto, però, di ribadire che io non ho mai cercato di prendermi meriti. Continuo a fare ciò che ho sempre fatto: difendere il Caracciolo in ogni sede, insieme alla mia amministrazione, informando i cittadini con trasparenza attraverso comunicati e canali pubblici. Se oggi qualcuno ha iniziato una campagna elettorale strumentalizzando la sanità, non credo di essere io».

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