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giovedì 7 Maggio 2026
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Ospedale declassato, monta la protesta: «Parlo da imprenditore, senza sanità non c’è futuro»

«Parlo da imprenditore. Parlo da chi ogni giorno lavora, investe e crede in questo territorio. Agnone non è un peso. Non è un numero da tagliare. È una comunità che produce valore, lavoro, futuro. Ma senza sanità, non…

«Parlo da imprenditore. Parlo da chi ogni giorno lavora, investe e crede in questo territorio. Agnone non è un peso. Non è un numero da tagliare. È una comunità che produce valore, lavoro, futuro. Ma senza sanità, non c’è futuro». La netta presa di posizione arriva dalla “Locanda Mammì“, tempio della cucina stellata in Alto Molise e ad Agnone, dove la chef Stefania Di Pasquo e il suo staff stanno investendo da anni e promuovendo il territorio con il cibo, la cura e la raffinatezza della cucina.

Fare impresa in Alto Molise è più complicato che altrove, perché le istituzioni sono lontane e sorde e continuano a tagliare servizi essenziali, come quello sanitario, invece di garantire le condizioni minime di sopravvivenza. La politica che alimenta lo spopolamento continuando ad applicare la logica dei numeri e le ragionieristiche necessità di bilancio. Come se i servizi e i diritti avessero un valore economico. Se così fosse sarebbero privilegi, non più diritti. Ed è esattamente quello che denunciano alcuni imprenditori locali, come appunto la chef stellata Stefania Di Pasquo e la sua squadra.

«Chi decide deve assumersi la responsabilità di quello che sta accadendo: state lasciando un intero territorio senza sicurezza. E questo non è accettabile. – denuncia pubblicamente la nota imprenditrice – Perché la verità è semplice: senza un sistema sanitario efficiente, qui non restano i giovani, le famiglie non vengono, le imprese non investono. E allora smettiamola di parlare di sviluppo, turismo, crescita. Senza sanità, sono solo parole vuote».

La motivazione della netta presa di posizione arriva dopo l’annuncio del declassamento dell’ospedale “Caracciolo” a ospedale di comunità. Tradotto significa che la struttura sarà a gestione infermieristica e dunque perderà automaticamente anche il servizio di emergenza urgenza del 118 e il Pronto soccorso. Un intero territorio lasciato esposto al pericolo perché secondo i commissari alla sanità, evidentemente, un Pronto soccorso in grado di salvare vite non serve qui in Alto Molise.

«Noi imprenditori non possiamo continuare a promuovere il territorio, accogliere persone da tutta Italia e dall’estero, e poi non poter garantire loro neanche l’essenziale: la sicurezza. – continuano dalla “Locanda Mammì” – Chiediamo risposte. Subito. Non tra mesi. Un 118 reale, con tempi certi; un presidio sanitario operativo, con servizi veri e personale presente, non sulla carta. Non stiamo chiedendo favori. Stiamo difendendo un diritto. E se questo diritto continuerà a essere ignorato, lo diremo ovunque. A chiunque. Perché Agnone non è sacrificabile. E noi non resteremo a guardare».

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