«Quanto stabilito dal nuovo piano operativo redatto dai commissari alla sanità è semplicemente inaccettabile. Un documento che, in poche pagine, è in grado di mettere in ginocchio il Molise. A fare rumore, in particolare, la riconversione dell’ospedale di area disagiata di Agnone in ospedale di comunità, la chiusura del punto nascite dell’ospedale di Isernia e il taglio all’emodinamica di Termoli».

Queste le parole del sindaco di Agnone, Presidente della Provincia di Isernia e Presidente della Conferenza dei Sindaci, Daniele Saia.

«Proprio mentre la nostra Regione soffre per i movimenti franosi che hanno dilatato i tempi di percorrenza tra i diversi centri, si decide di procedere con misure drastiche che, di fatto, cancellano il diritto alla salute dei cittadini. – continua Saia determinato – Ci si nasconde dietro un dito: la carenza di medici e l’impossibilità a intervenire.

A questo punto viene da chiedersi se uno Stato che non è in grado di garantire un diritto essenziale non stia rinunciando al proprio ruolo. Sembra di essere di fronte a uno Stato che non vuole essere più tale, che vuole tirare i remi in barca. Se vogliono la nostra resa, però, si sbagliano di grosso. I nostri cittadini non possono perdere la loro dignità e non possono essere penalizzati per il solo fatto di vivere in territori più difficili.

Come Comune di Agnone procederemo per vie legali, impugnando il Piano Operativo per scongiurare l’attuazione della riconversione del “Caracciolo”. Inoltre, a tutela dei servizi sanitari in tutta la Regione, noi primi cittadini ci riuniremo nella Conferenza dei Sindaci che ho convocato per lunedì 11 maggio alle ore 10, nella Sala della Costituzione a Campobasso. Ci confronteremo per definire le azioni da intraprendere a contrasto dei tagli previsti dal nuovo POS».