«Mi faccio dare il numero dal presidente Roberti e appena torno a Roma ti chiamo per il viadotto Sente, per capire come possiamo essere altrettanto incisivi». Lo aveva dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, in visita in Basso Molise, durante una videochiamata con Saia in favore di telecamere. Questo accadeva nei giorni scorsi e ovviamente quella telefonata annunciata pubblicamente il sindaco Saia non l’ha ancora ricevuta, o almeno non ne ha dato conto ai suoi concittadini.

Avrà avuto altri impegni, il Ministro Salvini, e comunque in pochi avevano creduto alla sua promessa, l’ennesima per la verità, che questa volta recitava così: «Attendo il riscontro dei tecnici e mi prendo tutte le mie responsabilità». Pare che neanche i “suoi” fidati uomini molisani, quelli che vanno in giro con la spilletta di Alberto da Giussano sul bavero della giacca, abbiano dato credito alle promesse ministeriali.

E sicuramente non ci ha creduto il consigliere regionale Andrea Greco, che nel corso della seduta di venerdì, ha presentato in Consiglio regionale una mozione urgente dal titolo “Attivazione urgente di iniziative per la verifica e l’eventuale utilizzo emergenziale del viadotto Sente Longo e per il ripristino della continuità territoriale dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese”.

«L’intero territorio regionale del Molise è attualmente interessato da gravi fenomeni di dissesto idrogeologico che hanno determinato frane, interruzioni della viabilità e diffuse condizioni di criticità, con impatti rilevanti su numerose comunità. – si legge in premessa all’atto presentato in Consiglio – In tale contesto emergenziale, l’Alto Molise risulta tra i territori che hanno registrato i danni più significativi, insieme ad altre aree parimenti colpite, con conseguenze particolarmente gravi in termini di isolamento e difficoltà di collegamento; le aree dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese versano in condizioni diffuse di isolamento, con grave difficoltà di accesso ai servizi essenziali, alle cure sanitarie, all’istruzione e alle attività lavorative, determinando una compromissione significativa dei diritti fondamentali delle persone che vi risiedono».

E poi la mozione va diretta al cuore del problema: «La persistente chiusura del viadotto “Sente Longo” continua a rappresentare un elemento di forte criticità per la mobilità e la tenuta socio-economica dell’intero comprensorio interregionale; considerato che il quadro normativo in materia di protezione civile consente, in presenza di stato di emergenza, l’adozione di misure straordinarie finalizzate al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche, anche attraverso il coinvolgimento della Protezione civile nazionale; risulta opportuno sollecitare il coinvolgimento della Protezione civile nazionale, affinché il viadotto “Sente Longo” sia oggetto di una valutazione straordinaria quale infrastruttura strategica per la gestione dell’emergenza e della continuità territoriale».

Tutto ciò premesso il consigliere Greco, con quella mozione, impegna il presidente Roberti ad «attivare formalmente le procedure previste dal Codice della protezione civile per il coinvolgimento della Protezione civile nazionale, affinché sia valutata, in via straordinaria, la possibilità di utilizzare il viadotto “Sente Longo” quale infrastruttura funzionale alla gestione dell’emergenza e alla riduzione delle condizioni di isolamento del territorio». Infine viene richiesto di «sostenere, ove ritenuto tecnicamente sostenibile, l’adozione di soluzioni operative di carattere emergenziale, quali l’istituzione del senso unico alternato, l’accesso selettivo per i servizi essenziali, il monitoraggio continuo mediante sistemi di sensoristica e l’attivazione di presidi permanenti, nel rispetto delle valutazioni tecniche e dei livelli di sicurezza richiesti». A firmare la mozione, oltre a Greco, anche il consigliere regionale Angelo Primiani.
Francesco Bottone