Capracotta sommersa dalla neve, Paglione duro: «Dalla Regione neanche una chiamata. Il dissesto idrogeologico? Non è destino, ma mancata manutenzione». Con queste polemiche e coraggiose dichiarazioni il sindaco di Capracotta, Candido Paglione, è finito sulla stampa nazionale, con una intervista rilasciata a “Il Fatto Quotidiano“.

«La montagna non ha bisogno di pacche sulle spalle o frasi di circostanza. Ha bisogno di interventi veri», insiste Paglione. «Non si può mettere sullo stesso piano Capracotta a 1.421 metri e località dove non nevica mai. Io ho bisogno di operai specializzati per lo sgombero neve, è una questione di sicurezza». Sul tema della gestione del territorio, Paglione insiste sulla necessità di cambiare approccio: «Qui bisogna fare un grande piano di prevenzione. Se si fa la prevenzione si ottengono due benefici immediati: si crea lavoro e si interviene prima, non dopo».

Per il sindaco, infatti, il dissesto idrogeologico non è un destino inevitabile, ma il risultato di anni di mancata manutenzione: «Vedete che frana tutto? È perché non c’è più la manutenzione del territorio. Lo spopolamento porta anche a questo». La questione si lega direttamente anche alla gestione delle emergenze e al loro “dopo”: «Adesso vai a ricostruire i ponti, vai a sistemare le frane che si sono determinate. Ma lo fai dopo, quando ormai il danno è fatto», osserva Paglione.

Secondo il sindaco, invertire la logica, dalla ricostruzione alla prevenzione, significherebbe anche evitare conseguenze più gravi: «Si interverrebbe prima, evitando pure qualche morto. Perché purtroppo alla fine devi fare i conti anche con questo». E poi i temi soliti, di cui parliamo da decenni, inascoltati: «Tenere accesi gli impianti di riscaldamento 24 ore su 24 ha un costo enorme. Serve una fiscalità di vantaggio». Tra le proposte: riduzione delle accise sui combustibili e ritorno di una quota delle tariffe idriche ai territori montani, «per contrastare il dissesto idrogeologico».
Il rischio, altrimenti, è lo spopolamento: «Se la montagna si svuota, diventa un problema per tutto il Paese. La manutenzione del territorio non la fa più nessuno».