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venerdì 22 Maggio 2026
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Cacciavillani: «Non siamo una lista civetta, ma un laboratorio politico e non chiediamo poltrone»

«Lo sappiamo che nella lista ci sono anche coniugi e fratelli, ma noi abbiamo almeno deciso di rappresentare la nostra comunità, mettendoci la faccia, altri hanno fatto una scelta diversa». Così il candidato sindaco Marco Cacciavillani nel corso…

«Lo sappiamo che nella lista ci sono anche coniugi e fratelli, ma noi abbiamo almeno deciso di rappresentare la nostra comunità, mettendoci la faccia, altri hanno fatto una scelta diversa». Così il candidato sindaco Marco Cacciavillani nel corso del confronto pubblico con Daniele Saia in piazza ad Agnone. Sembra dunque rispondere alle accuse mosse, nei giorni immediatamente successivi alla presentazione delle liste, dal consigliere comunale in carica, esponente della Lega, Vincenzo Scarano, il candidato sindaco Cacciavillani.

Mercoledì pomeriggio, insieme a Saia, lo stesso ha preso parte ad un confronto pubblico, rispondendo alle domande dei giornalisti Viviana Pizzi, Maria Carosella, Vittorio Labanca e Maurizio d’Ottavio. L’attenzione era rivolta principalmente al sindaco uscente e rientrante Daniele Saia, considerato l’unico vero candidato, mentre le uscite più interessanti sono arrivate dallo sfidante, anche se quest’ultima definizione non rispecchia fino in fondo gli intenti di Cacciavillani.

«Faremo da bussola e da costante pungolo all’amministrazione, appoggeremo le proposte che ci piaceranno e bocceremo quelle che non ci piaceranno. – ha sottolineato Marco Cacciavillani – Non chiederemo nulla all’amministrazione in termini di poltrone o cariche nell’esecutivo. La nostra lista, come abbiamo detto sin dall’inizio, è nata per senso di responsabilità; abbiamo presentato le candidature per rispondere ad una situazione di emergenza e per aggirare lo spettro del quorum di validità delle elezioni. Poi però c’è stata una evoluzione nelle stesse intenzioni della lista. – ha spiegato più in dettaglio Cacciavillani – Dopo il vuoto anche democratico che si è creato a causa dell’assenza del centrodestra nella competizione elettorale, abbiamo deciso non solo di essere presenti, ma soprattutto di trasformarci in un laboratorio politico permanente».

Poi ulteriori precisazioni in merito alla collocazione politica della lista “Agnone al Futuro“: «Siamo di sinistra centro, non di centrosinistra. Non vogliamo inciuci, né diktat imposti da qualcuno, né poltrone in Giunta». Chiaro e determinato, dunque, Marco Cacciavillani, che con quelle dichiarazioni prende anche le distanze dal modo di fare, considerato forse troppo democristiano, del sindaco Daniele Saia. Non è un mistero, infatti, che il listone Saia abbia, al suo interno, anche candidati che provengono dal versante opposto di quello che un tempo si chiamava arco costituzionale. Il riferimento è anche all’accordo di palazzo, un vero e proprio inciucio, che permette a Saia di essere presidente della Provincia di Isernia con una maggioranza di colore politico opposto, quindi di centrodestra. Inciuci, appunto, che non piacciono affatto alla lista di sinistra “Agnone al Futuro”.

E proprio per quanto riguarda la Provincia, le cui elezioni di secondo livello si terranno il prossimo 5 luglio, Marco Cacciavillani ha precisato: «Pur perdendo le elezioni amministrative qui ad Agnone, comunque eleggeremo quattro candidati e quindi saremo rappresentati sia in seno al consiglio comunale che in quello provinciale. Avremo una grande forza politica, che sarà messa a disposizione di questo nuovo progetto politico che nasce». L’obiettivo, nemmeno troppo tenuto nascosto, è quello di far tornare protagonista principale la sinistra agnonese, senza la stampella degli esponenti della destra che pure oggi e ancora per i prossimi cinque anni costituiranno parte integrante del gruppo dirigente di Daniele Saia. Quest’ultimo, fiutato forse il pericolo, si è affrettato a precisare: «Il nostro gruppo è coeso e compatto, abbiamo lavorato bene negli ultimi cinque anni e continueremo a farlo; non vedo motivi per un’azione politica che voi giornalisti avete definito “ribaltone”. Non c’è nulla da ribaltare in Agnone, qui bisogna lavorare, tanto e bene, perché non possiamo permetterci il lusso di ribaltare coalizioni che funzionano».

L’opposizione, sempre se sarà incarnata da Cacciavillani perché il tutto dipende dall’esito del voto, sarà leale e collaborativa, ma non certo appiattita o senza idee proprie. Sarà da stimolo e da pungolo per la compagine amministrativa appunto, presumibilmente quella a guida Saia, ma i consiglieri eletti in minoranza non saranno dei meri accessori. Una collaborazione che continuerà anche in seno al Consiglio provinciale, come ribadito dallo stesso Cacciavillani: «Il nostro rappresentante in Provincia appoggerà Saia, coerentemente in linea con l’assunzione di responsabilità fatta già per il Comune di Agnone. Dal Comune alla Provincia, la domanda scontata dei giornalisti è stata rivolta a Saia, in merito alla sua eventuale candidatura alle prossime regionali del Molise. Lo stesso primo cittadino non ha escluso questa possibilità, pur trovando prematuro parlarne in questa fase. Poi i due candidati si sono confrontati sulle questioni scottanti del dibattito politico, prima fra tutte quella del declassamento dell’ospedale “San Francesco Caracciolo”.

La linea morbida e democristiana tenuta dal sindaco Saia in questi anni di amministrazione non piace allo sfidante Cacciavillani. «Sulla sanità sarei stato più duro e incisivo rispetto a Saia, sarei stato meno collaborativo con la Regione. Il ricorso al Tar l’avrei fatto mesi prima, anzi da quando hanno incominciato a tagliare progressivamente i vari servizi ospedalieri. – ha spiegato – La cosa davvero strana è che ora la Regione faccia ricorso contro i commissari nominati dal Governo: sono della stessa parte politica, mi sembra davvero il cane che si morde la coda. Non raccontiamo favolette agli elettori».

E ancora: «Il nostro territorio ha subìto, ma da trent’anni a questa parte ormai, un vero e proprio saccheggio: hanno tolto tutto, tutti i servizi; quali intenzioni hanno il Parlamento e il Governo rispetto alle aree interne? Ci vogliono mandare tutti via? I nostri parlamentari eletti in Molise, votati anche in Agnone, li dobbiamo cercare su “Chi l’ha visto?” perché sono del tutto assenti. Sono trenta anni che ci stanno portando verso la distruzione. Tutta la programmazione che possiamo fare sarà affossata da Parlamento e Governo? Se continua questo stato di cose, pensiamo di andarcene prima che ci mandino via».

In materia di viabilità e mobilità è stato Saia il più incisivo: «L’Italia non è uguale a tutte le latitudini, prendiamone atto, perché la volontà politica pesa in maniera differente in base ai territori e ai contesti, come è stato dimostrato nel caso del ponte Sente: il “Morandi” a Genova è stato abbattuto e ricostruito ed è subito entrato in esercizio, il nostro viadotto “Longo” è ancora chiuso, da quasi nove anni». Poi un appello a non abbandonarsi alla rassegnazione: «Se siamo convinti che diventeremo un deserto, anche quello che stiamo facendo è inutile, queste stesse candidature sono inutili e anche amministrare in Comune diventa inutile. Se noi residenti nelle aree interne siamo solo numeri, i parlamentari e i politici devono avere il coraggio di venircelo a dire in faccia. Dobbiamo credere nel nostro territorio, nelle sue potenzialità, altrimenti abbiamo già perso e facciamo il loro gioco».

La parola passa agli elettori che dovranno decidere se Saia continuerà a fare il sindaco di Agnone o se al suo posto dovrà andare Marco Cacciavillani con la sua lista dichiaratamente di sinistra. Le cose sembrano scontate, ma l’ultima parola spetta sempre al popolo sovrano.

Francesco Bottone

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