Altro che riapertura parziale a senso unico alternato per far fronte alla situazione di emergenza in cui verso l’intero sistema viario dell’Alto Molise e Alto Vastese; Anas ha “blindato” il ponte Sente.

Transenne “inespugnabili” per impedire il transito clandestino dei cittadini ormai prigionieri di una viabilità inesistente. Una vera e propria fortificazione quella fatta installare agli imbocchi del viadotto “Longo” sul Sente dall’Anas per impedire accessi non consentiti sul viadotto.

Nei giorni scorsi, con la quasi totalità della rete viaria in dissesto, i cittadini si erano ripresi il ponte Sente, quello chiuso al traffico da otto anni e mezzo per «imminente rischio crolli». Una sorta di esproprio proletario: non ci sono altre strade percorribili, riapriamo forzosamente il ponte Sente.

lo stesso Ministro Salvini, nei giorni scorsi, durante la sua visita in Basso Molise, aveva assicurato al sindaco Saia tutto il suo impegno per una riapertura parziale del viadotto, almeno nel corso dell’emergenza isolamento in atto. Non lo avesse mai detto.

Per tutta risposta l’Anas ha disposto la collocazione ai varchi di accesso di pesanti barriere di sicurezza, quelle che si usano anche per l’anti terrorismo.

La popolazione è esasperata. Probabilmente si sta tirando troppo la corda della paziente dei cittadini. Lo ha dichiarato in aula alla Camera, giorni fa, l’onorevoleLuciano D’Alfonso, sottolineando al Governo come i disagi reiterati sulla viabilità ormai al collasso hanno «generato una rottura di fiducia nei confronti del sistema Paese».

E poi il monito: «Guardate che dopo questo c’è l’ordine pubblico». Parole chiare, di chi sa leggere i segnali dell’esasperazione che arrivano dai cittadini.
Francesco Bottone