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venerdì 15 Maggio 2026
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Istituzione e finanziamento di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta

In occasione della Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare, la Caritas Diocesana di Trivento aderisce alla campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa per chiedere l’istituzione e il finanziamento di un Dipartimento della difesa civile, non armata…

In occasione della Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare, la Caritas Diocesana di Trivento aderisce alla campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa per chiedere l’istituzione e il finanziamento di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta, capace di promuovere la tutela delle persone attraverso il dialogo, la solidarietà, la mediazione dei conflitti e la costruzione della pace. L’iniziativa è promossa dalla Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (CNESC), di cui fa parte Caritas Italiana, e sostiene una proposta di legge di iniziativa popolare attraverso una raccolta firme che proseguirà fino a metà settembre.

«In un tempo segnato da guerre che continuano a insanguinare tanti Paesi del mondo – afferma don Alberto Conti – seminando morte, sofferenza e distruzione, come Caritas di Trivento sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce per la pace.

Per questo aderiamo alla campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa per chiedere l’istituzione e il finanziamento di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta, capace di promuovere la tutela delle persone attraverso il dialogo, la solidarietà, la mediazione dei conflitti e la costruzione della pace.

Mai come oggi risuonano attuali e profonde le parole del profeta della pace, padre Davide Maria Turoldo: “Mai l’amore è neutrale. Se è neutrale, vuol dire che non è amore. Bisogna scegliere: il cuore non è divisibile, e questo ci dà anche la forza di intervenire, costi quel che costi. Mai essere indifferenti, perché l’indifferenza è radice del cinismo”.

Noi scegliamo – conclude don Alberto – di stare dalla parte dell’umanità, della fraternità e della pace. Crediamo che non si possa restare indifferenti davanti al dolore dei popoli colpiti dalla guerra e che ciascuno possa contribuire, con piccoli ma concreti gesti, a costruire un futuro diverso».

«Invitiamo tutti a sostenere l’appello al Parlamento, affinché la cultura della nonviolenza e della pace diventi una scelta concreta e condivisa per il bene di tutti. Per portare questa proposta in Parlamento sono necessarie almeno 50.000 firme. È possibile firmare online attraverso il portale del Ministero della Giustizia con accesso tramite SPID o CIE».

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