Si sono concluse le perlustrazioni svolte con i cani antiveleno del Nucleo del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e di quello dei Carabinieri Forestali del Reparto Parco di Assergi nella zona dell’Olmo di Bobbi dove sono stati ritrovati i resti di un orso, mercoledì scorso.

Due giorni di perlustrazione, molto accurata della zona con i cani antiveleno e il personale, Guardiaparco e Carabinieri Forestali particolarmente esperto nella ricerca di tracce e reperti biologici, hanno avuto esito negativo. In pratica, non è stata trovata nessuna altra carcassa o resti di altri animali, selvatici o domestici, né ipotetiche esche.

L’unico reperto, trovato un po’ distante dal punto in cui era la carcassa dell’orso, i resti di un capriolo, molto probabilmente residuo di una predazione da lupo.

«Il quadro complessivo resta quindi di difficile analisi, considerando anche i pochi elementi a disposizione dell’Istituto Zooprofilattico dove sono stati trasportati i resti. – spiegano dal Pnalm – Sarà comunque la genetica, affidata come sempre a ISPRA, a fornire, ci auguriamo, qualche notizia in più».