Tra le figure portate ad esempio per la giornata agnonese dedicata alla legalità quella del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato da Cosa Nostra il 3 settembre 1982 a Palermo, in un attentato mafioso noto come strage di via Carini. L’alto ufficiale fu colpito a morte insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo, mentre viaggiava a bordo della sua auto.

A ripercorrere le fasi salienti della vita del generale Dalla Chiesa il collega generale di brigata Antonino Neosi, già comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise. «Sono contento di essere tornato in Molise, – ha detto l’alto ufficiale che oggi ricopre un importante incarico presso il Comando generale dell’Arma – non più come comandante della Legione, ma come capo dipartimento storico dei Carabinieri.

Per noi è fondamentale ricordare la figura del generale Dalle Chiesa perché è ancora un esempio soprattutto per le giovani generazioni. Non soltanto le giovani leve dei Carabinieri, ma i giovani in generale, perché ricordare lui e tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per il bene comune e per lo Stato è un nostro preciso dovere. Oggi i nostri giovani hanno bisogno di esempi positivi. Carlo Alberto Dalla Chiesa ha abbracciato un intero periodo della storia del nostro Paese, lottando contro la mafia, contro il terrorismo, e dunque ricordarlo anche in questa occasione del festival del diritto e della legalità è doveroso».

In merito alla situazione di abbandono e isolamento in cui versa l’Alto Molise, dove sembra quasi che lo Stato voglia arretrare, ritirandosi, sottraendo servizi di prossimità ai cittadini, il generale Neosi non ha mostrato tentennamenti: «L’Arma dei Carabinieri è presente anche nei più piccoli Comuni, questo è un dato fondamentale che fa parte della nostra storia. Siamo nati nel 1814 per stare vicino alla gente, credo sia questo il nostro compito; siamo un baluardo di presenza dello Stato, ma di vita nella comunità, perché la storia della nostra istituzione è la storia delle piccole comunità e quindi la storia del Paese».

Tra i presenti alla giornata della legalità di Agnone anche la figlia del generale Dalla Chiesa, la giornalista ed ex parlamentare, Simona Dalla Chiesa: «E’ una cosa fantastica entrare in ogni caserma d’Italia, anche nei paesi più sperduti e piccoli e trovare la fotografia di papà, quasi come se fosse una figura protettrice dei Carabinieri di oggi. Lui amava davvero tanto i Carabinieri, tutti, indipendentemente dal grado o dall’età; erano per lui o figli o maestri, erano davvero i “suoi” Carabinieri».

Simona Dalla Chiesa ha anche denunciato «il tentativo da parte di certa politica e di certe forze pubbliche di normalizzare, in qualche modo, quello che era avvenuto, forse nel tentativo di far dimenticare. Contro questo noi ci siamo opposti, portando avanti invece il nostro impegno di memoria. Hanno cercato di offuscare una figura che forse oscurava più di qualcuno, per i loro comportamenti, e di sporcarne il ricordo o di renderlo meno luminoso. Queste sono le cose che mi hanno più male della ferocia umana con la quale mio papà è stato ucciso».

Notevoli anche le parole del questore di Isernia, Luigi Peluso, rivolte direttamente alle scolaresche e ai giovani: «Siate liberi. Liberi di scegliere, di costruire da soli il vostro futuro. Esprimete al meglio anche i vostri pensieri critici e ricordate sempre che cultura significa libertà».
Francesco Bottone