I Carabinieri di Roccaraso hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una donna nata a Sulmona. L’ordinanza è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Sulmona. L’attività investigativa ha fatto luce su numerosi episodi di cessione e acquisto di droga commessi con «allarmante frequenza», spiega il Procuratore D’Angelo, soprattutto nei centri abitati di Sulmona, Introdacqua e Pratola Peligna.

Ventisette episodi di spaccio sono contestati all’arrestata, una donna del 1973, mentre moltissimi altri, oltre seicento, sono stati realizzati in concorso con altre persone, alcune già identificate, altre in via di identificazione. L’indagine, condotta dai Carabinieri, ha permesso di accertare un enorme volume di spaccio di droga.
In soli due mesi, febbraio e marzo dello scorso anno, sono stati documentati circa seicentoquaranta episodi di cessione di droga. La stessa arrestata, in una conversazione telefonica intercettata dagli investigatori, ha affermato di riuscire a vendere circa un chilo di cocaina ogni cinque settimane. Nell’ambito dell’indagine sono stati identificati circa sessantacinque acquirenti abituali e altri quattordici spacciatori.
I risultati sono stati ottenuti grazie ad una protratta attività di osservazione a mezzo di gps collocati sulle autovetture in uso agli indagati e di telecamere installate in punti chiave di Pettorano sul Gizio. Controllati anche i tabulati delle utenze telefoniche in uso ai soggetti sottoposti ad indagine ed effettuate mirate intercettazioni telefoniche ed ambientali.

Fondamentali le attività di investigazione più tradizionali, quali pedinamenti, perquisizioni e osservazioni in abiti civili da parte del personale delegato. «Dalle indagini, – spiega il procuratore Luciano D’Angelo – non emerge, allo stato, una vera e propria associazione, con una stabile organizzazione gerarchica. La struttura non è pertanto qualificabile come un’associazione».
L’arrestata risulta la figura principale del traffico di droga, capo e organizzatrice di una intensa attività di spaccio a conduzione prevalentemente famigliare. Le indagini hanno documentato una processione quotidiana di acquirenti presso la sua abitazione e circa 640 episodi di cessione in soli due mesi. La donna, per la vendita al dettaglio di cocaina e hashish, si avvaleva della collaborazione dei figli e di altri soggetti implicati, gestendo però personalmente l’approvvigionamento dai fornitori.
«E’ lei che ordina le quotidiane operazioni di acquisto e vendita, condotte dalla propria abitazione a Pettorano sul Gizio, – continua il Procuratore – decide i quantitativi da tenere in casa per evitare sequestri e indica ai collaboratori dove nascondere la sostanza stupefacente». Quattordici sono gli indagati, alcuni dei quali sono anche consumatori. Sei le persone finite agli arresti, con rilevanti quantitativi di droga posti sotto sequestro.