Nell’ultimo periodo sono giunte presso la Questura di Campobasso alcune segnalazioni relative a tentativi di truffa ad opera di sedicenti appartenenti alla Polizia di Stato che contattano telefonicamente le vittime chiedendo il versamento di somme di denaro con motivazioni varie.

Sul display di chi riceve la telefonata compare un numero telefonico effettivamente corrispondente a quello del centralino (0874/4061) o di altri uffici della Questura, per indurre così il malcapitato a fidarsi dell’interlocutore, potendo verificare che la chiamata giunge da un ufficio di polizia.
La tecnica utilizzata è quella ormai ben nota dello “spoofing telefonico”, attraverso il quale viene falsificato il numero di telefono visualizzato sul telefono ricevente. Sfruttando la tecnologia VOIP, viene in tal modo associato un numero di telefono solitamente di un ente affidabile, ad esempio delle forze di polizia o di istituti bancari, alla chiamata del truffatore, che, nel corso della conversazione, tenta di convincere le persone contattate ad effettuare versamenti di denaro tramite bonifici bancari o postali, solitamente istantanei, oppure con ricariche di carte prepagate o anche scaricando un software (ad esempio “any desk”) sul pc o altro dispositivo mobile per poi compiere operazioni finanziarie. In quest’ultimo caso, il dispositivo diventa controllabile da remoto, consentendo al truffatore di operare sul conto corrente delle vittime.
La Questura di Campobasso informa che la Polizia di Stato e le altre forze di polizia non chiedono mai denaro ai cittadini e per nessun motivo.
Pertanto, in caso di richieste telefoniche come quelle oggetto di segnalazione, occorre sempre evitare di effettuare versamenti di denaro e di fornire dati personali o bancari relativi a conti correnti, carte di credito e relativi codici di sicurezza.
In questi casi è sempre opportuno rivolgersi alle forze di polizia per riferire del tentativo di truffa subito.