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  • Tra memoria e visione: il Centro Studi ‘Alto Molise’ rilancia la cultura cittadina

    Con lo sguardo rivolto al futuro e la consapevolezza di un percorso culturale ormai solido e riconosciuto, il Centro Studi Alto Molise “Luigi Gamberale” continua a essere uno dei motori più attivi e qualificati della vita culturale cittadina. Mercoledì scorso, nel foyer del teatro Italo Argentino, si è svolta l’assemblea dei soci, momento di confronto e di bilancio che ha confermato il ruolo centrale dell’associazione nella valorizzazione del patrimonio culturale di Agnone e dell’Alto Molise. Nel corso dell’incontro, il Consiglio direttivo ha presentato il resoconto della stagione culturale 2025, che ha visto la realizzazione di 18 eventi, molti dei quali di alto profilo, anche in collaborazione con la Diocesi di Trivento nell’ambito del Progetto Culturale. Una programmazione articolata e partecipata, capace di animare con continuità il calendario cittadino e di richiamare l’attenzione di un pubblico sempre più ampio e consapevole. «Il 2025 è stato un anno impegnativo ma estremamente gratificante», ha sottolineato la presidente del Centro Studi, Ida Cimmino, «perché ha dimostrato come una proposta culturale rigorosa e coerente possa attecchire, crescere e diventare patrimonio condiviso della comunità».

    Tra gli appuntamenti più significativi si ricordano la presentazione del libro Fuori dal Sistema, con la presenza di Luigi De Magistris, e l’intenso evento musicale Melodie del Canto tra Agnone e Buenos Aires, dedicato alle romanze di Franco Paolantonio e Corradino D’Agnillo, magistralmente interpretate dalla pianista Andreina Di Girolamo, dal soprano Elide De Matteis Larivera e dalla voce narrante di Daniela Terreri. Tutte le iniziative sono state sostenute quasi esclusivamente attraverso il tesseramento dei soci, a conferma di un modello virtuoso fondato sulla partecipazione e sull’autofinanziamento. Ampio spazio è stato dedicato anche alla programmazione per il 2026, che si muoverà nel solco della continuità, senza rinunciare a progetti di ampio respiro. Accanto ai consueti appuntamenti con presentazioni di libri e reading poetici, con l’obiettivo di ospitare voci autorevoli del panorama nazionale, il Centro Studi intende finalmente giungere alla ristampa degli Statuti e Capitoli della Terra di Agnonedi don Filippo La Gamba, testo fondamentale per la ricostruzione storica della città, e alla realizzazione di un opuscolo dedicato a Nicodemo De Simone, raffinato ebanista e autore della celebre gelosia della chiesa di Santa Chiara.

    «Riprendere con decisione l’attività editoriale significa riaffermare una delle vocazioni originarie del Centro Studi», ha evidenziato il direttivo, «e ricollegarsi idealmente all’importante lavoro svolto negli anni, come la nuova edizione del volume di William Douglas L’emigrazione in un paese dell’Italia meridionale. Agnone: tra storia e antropologia, di cui l’associazione detiene i diritti». Dal dibattito assembleare è emersa, inoltre, la volontà di avviare un confronto con l’amministrazione comunale, al fine di condividere linee di intervento comuni e ottenere un formale riconoscimento dell’attività svolta sul territorio, anche attraverso un contributo annuale che consenta una programmazione più strutturata. Parallelamente, è stata ribadita la necessità di creare un coordinamento tra le associazioni culturali agnonesi, per costruire una rete di supporto reciproco e una narrazione condivisa della città, ampia e non riduttiva.

    Non è mancato un approfondimento sul ruolo strategico della biblioteca, con la proposta di far rinascere un Consiglio di biblioteca che affianchi l’amministrazione e tracci una visione culturale capace di dialogare con dimensioni nazionali ed europee, recuperando l’ispirazione delle grandi figure della storia culturale agnonese, da Baldassare Labanca a Luigi Gamberale. Nato nel 1988 e prossimo al trentottesimo anno di attività, il Centro Studi Alto Molise “Luigi Gamberale” riparte dunque per una nuova stagione con rinnovato entusiasmo, forte di un gruppo coeso e del sostegno di soci residenti anche fuori regione, a testimonianza di un lavoro che ha saputo superare i confini locali. Con l’auspicio, neppure troppo velato, che il noto nemo propheta acceptus est in patria sua possa finalmente appartenere al passato. Un sentito ringraziamento è stato infine rivolto al presidente del Teatro Italo Argentino, Carmine Carosella, per la consueta e generosa ospitalità.

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