Cento milioni di metri cubi di neve solo nel bacino del Sangro, grandissime quantità anche nell’Aterno-Pescara secondo i dati della Fondazione CIMA. Forum H2O: «Evento alluvionale di due settimane fa significativo, ma si conferma che senza le nevicate probabilmente avremmo avuto una catastrofe. Altro che ricorsi al TAR, opere attuali, comprese le vasche di laminazione sul Pescara, sono sottodimensionate».

Bene per falde e acquiferi, anche se le nevicate tardive sono meno efficaci per la ricarica perché la neve rimane per meno tempo al suolo come ricorda la Fondazione CIMA.
La Fondazione CIMA ha diffuso poco fa i nuovi dati sull’indice SWE, la quantità di acqua al suolo caduta sotto forma di neve.

L’aggiornamento è qui: https://www.cimafoundation.org/news/neve-risorsa-idrica-italia-swe-aprile/
I dati sono straordinari, tanto che la fondazione ha fatto un focus sul Sangro, dove sono stati registrati 100 milioni di mc di acqua sotto forma di neve a fronte di 50 pregressi.
Anche sull’Aterno – Pescara il deficit non solo è stato recuperato ma ora abbiamo un forte surplus rispetto alle medie dell’indice degli anni scorsi.

Dichiara Augusto De Sanctis del Forum H2O: «Questi dati confermano quanto abbiamo detto a caldo durante e appena dopo l’evento alluvionale di due settimane or sono. L’evento è stato consistente ma non catastrofico proprio grazie alle copiose nevicate che hanno “fermato” l’acqua in quota. Senza di queste probabilmente avremmo avuto danni molto più consistenti. Questo ci dice quanto assurdi siano i ricorsi al TAR contro le mappe di pericolosità aggiornate con le piene cinquecentenarie, dove il Pescara può arrivare a 2.100 mc/s. Per dire la piena del 1992 fu della metà. Inoltre segnala quanto siano insufficienti, anche perché sottodimensionate per un errore madornale sul calcolo della piena duecentenaria, ora corretto solo grazie al nostro intervento, le tanto decantate vasche di laminazione. Utili ma non risolutive. Aspetto positivo, la ricarica delle falde e degli acquiferi, anche se, come ricorda la Fondazione CIMA, le nevicate tardive rimangono per meno tempo al suolo, con meno infiltrazione».