E’ storia di radici e di orgoglio molisano, di imprenditorialità affettiva, come la chiamano gli studiosi, e forse per questo è finita sul Sole 24 Ore. «Un’idea visionaria, nata dalla mia testa, un uomo della nostra terra, un oriundo caccavonese che da Vinovo, provincia di Torino, ha deciso di non dimenticare le proprie radici» spiega Stefano Palomba. Insieme a due aziende nate all’ombra della Mole, Palomba ha inventato la prima ed unica “Comunità Energetica Identitaria” d’Italia. L’idea è semplice: trasformare la fornitura di luce e gas in un motore di rigenerazione per i piccoli Comuni, superando i limiti della burocrazia.

È l’obiettivo di “Caccavonenergia“, l’innovativo progetto nato per sostenere il Comune di Poggio Sannita che in questi giorni ha conquistato le pagine della prestigiosa rivista “Platinum Aziende&Territorio” de Il Sole 24 Ore. L’idea, nata dal profondo legame con le proprie origini di Stefano Palomba, direttore generale di Easy luce&gas e oriundo caccavonese, è stata sviluppata sul territorio piemontese. A differenza delle tradizionali Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), spesso frenate da vincoli tecnici legati alla vicinanza geografica dei contatori o delle cabine primarie, il modello di Caccavonenergia abbatte ogni barriera strutturale. Non importa dove si trovi fisicamente il contatore: che si risieda nel paese molisano o si faccia parte della folta comunità di “caccavonesi” sparsi in tutta Italia, a fare da collante è l’identità e il legame con le proprie origini. Vediamo come funziona il “FondoXCaccavone”.

Il meccanismo è semplice e trasparente: chiunque scelga volontariamente di portare le proprie utenze energetiche sotto il marchio commerciale “Caccavonenergia”, permetterà ad una quota del ricavo della propria bolletta mensile di confluire direttamente nel “FondoXCaccavone”. Si tratta di un’iniziativa a costo zero per il Comune di Poggio Sannita e senza alcun vincolo di permanenza o modifica agli impianti o alle abitudini per i cittadini. Le risorse accumulate nel fondo saranno destinate interamente a finanziare progetti di decoro urbano, attività culturali, centri di aggregazione giovanile e il sostegno alle tradizioni storiche e religiose del paese. L’andamento del fondo sarà inoltre monitorato con “precisione maniacale” nel sito internet di prossima pubblicazione, accessibile a tutti.

«Ho scelto Poggio Sannita perché è la terra della mia famiglia e al di là dell’aspetto affettivo volevo dimostrare che l’energia può avere un volto umano, diventando un veicolo di solidarietà e riscatto per i piccoli territori» spiega il promotore Stefano Palomba. «Mentre a Roma ci si accapiglia sulle lungaggini burocratiche delle Cer tradizionali, – continua – qui si è superato il limite dei contatori per fare una cosa semplicissima: restituire parte del profitto di luce e gas direttamente al territorio, a costo zero per le casse comunali. Un’energia che non si misura in kilowatt o metri cubi, ma dall’appartenenza». Il modello nato sull’asse Vinovo-Alto Molise punta ora a diventare un esempio replicabile in tutta l’Italia dei piccoli centri montani.