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venerdì 1 Maggio 2026
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Agnone al voto, Scarano spara le ultime cartucce: «Saia ha paura perciò ha presentato una lista civetta»

«Saia evidentemente aveva paura di fallire e allora ha fatto una lista civetta. Se non avesse avuto paura di fallire o se avesse ritenuto di aver amministrato bene in questi cinque anni e mezzo, avrebbe dovuto affrontare le…

«Saia evidentemente aveva paura di fallire e allora ha fatto una lista civetta. Se non avesse avuto paura di fallire o se avesse ritenuto di aver amministrato bene in questi cinque anni e mezzo, avrebbe dovuto affrontare le urne e avrebbe avuto un plebiscito e rafforzato ancora di più la sua posizione».

E’ l’analisi politica, un po’ provocatoria, fornita dal consigliere comunale di minoranza e consigliere provinciale della Lega, Vincenzo Scarano, che rompe il silenzio, dopo mesi di assoluta clausura mediatica, ai microfoni di un giornale telematico da sempre “amico”. Nelle fasi che hanno preceduto la presentazione delle liste, proprio l’avvocato Scarano era stato indicato tra i promotori dell’iniziativa tesa a proporre la candidatura della preside Maria Rosaria Vecchiarelli quale candidata sindaca del centrodestra. Ipotesi confermata dalle stesse parole di Scarano, il quale precisa anche di essersi voluto ritirare dalla politica volontariamente perché provato dopo dieci anni abbondanti di impegno sul territorio.

Prima di decadere dalla carica di consigliere comunale, tuttavia, Scarano spara gli ultimi colpi contro l’avversario di sempre, il sindaco uscente e rientrante proprio per manifesta incapacità della parte avversa, Daniele Saia. «Cosa deve pensare un elettore, a prescindere che sia di destra o sinistra, quando vede candidati, nelle due liste presentate, parenti, moglie e marito? Sarebbe stato meglio non presentare la lista civetta, sempre che realmente sia una lista civetta».

Mette anche in dubbio, quindi, l’avvocato Scarano, che la compagine guidata dal candidato sindaco Marco Cacciavillani sia effettivamente una lista civetta, cioè una lista di servizio, presentata in accordo con l’altra, quella “ufficiale” in qualche misura, al solo scopo di aggirare l’ostacolo eventualmente rappresentato dal quorum di validità. Guardando la composizione delle liste, in effetti, il centrosinistra è rappresentato da quella di Cacciavillani, mentre quella targata Saia è di fatto una lista civica, composta con esponenti noti e dichiarati della destra.

Anche solo stilisticamente e graficamente, la lista “Agnone al Futuro” presenta, nel simbolo, il logo multicolore della pace e quello delle bandiere antifasciste. Una lista dichiaratamente di sinistra, senza nemmeno il centro, di estrema sinistra, che magari potrà raccogliere una fetta di elettorato di quell’area politica stanca delle democristiane evoluzioni di Saia. E non è escluso che, al fine di aumentare il caos, anche gli elettori moderati o di destra voteranno per i candidati di Cacciavillani, più che per quelli di Saia, perché rappresentano appunto l’unica alternativa ad una amministrazione uscente che non ha potuto accontentare né piacere a tutti.

Tornando a Scarano: «Questa cosa è offensiva per l’elettorato. – insiste il leghista agnonese – Sarebbe bastata una sola lista: se Saia avesse amministrato bene lo avrebbero rivotato anche quelli del centrodestra». In base alla singolare lettura fornita dal consigliere Scarano, dunque, il fatto stesso di aver presentato la lista cosiddetta civetta di Marco Cacciavillani, certifica la dimostrazione del fallimento e forse anche della paura di confrontarsi con l’elettorato del sindaco Saia.

«Io ho deciso di non candidarmi a prescindere dal fatto che Saia facesse o non facesse la sua lista. – ha continuato Scarano – Possibile che se non faccio la lista io non c’è nessuno che si metta avanti? Saia non può dire ho dovuto fare la lista civetta perché il centrodestra non l’ha presentata». Anche la consigliera uscente Margherita Greco, dello stesso gruppo di Scarano, ha confermato che da parte loro c’è stata «massima disponibilità con il resto della coalizione di centrodestra».

«Perché gli altri non si sono voluti mettere in gioco non lo sappiamo, non conosciamo le motivazioni» ha ammesso la consigliera Greco divenuta fieramente leghista negli ultimi anni. «Non è in crisi il centrodestra, come si va dicendo in questi giorni, – ha ripreso Scarano – è in crisi tutta la politica. Se si fosse costruito un percorso, avrebbe dovuto essere costruito in maniera trasparente e condivisa. Se questo percorso, però, non trova linfa dalle altre parti e se le persone interessate non hanno dato la propria disponibilità non possiamo noi, come gruppo, andare a tappare un buco. Candidati sindaco non ce n’erano, nemmeno indicati dai partiti. A questo punto, per una questione di correttezza e rispetto per l’elettorato, abbiamo fatto un passo indietro.

Cosa avrei dovuto fare? Una lista a tutti i costi? Sono altri che non si sono messi a disposizione perché non volevano candidarsi. Non è vero però che per colpa del centrodestra Saia ha dovuto fare la lista civetta. Io non l’avrei fatta. Fare una lista che non ha credibilità e un’offerta politica significa non rispettare l’elettorato. Noi non candidiamo i fratelli o i mariti o le mogli. E’ la credibilità che viene meno: è preferibile non presentare una lista. Il nostro elettorato ha assolutamente apprezzato la nostra decisione di non presentare la lista. C’è una situazione politica che necessita di chiarezza, perché ci sono delle situazioni di promiscuità ad esempio in Provincia, dove sono l’unico che vota contro. Bisogna mantenere una linea di coerenza, non si può avere il piede in più scarpe.

Ci sono esponenti del centrodestra che sostengono Saia anche oggi, sono situazioni inconcepibili. Noi abbiamo agito con onestà intellettuale, rispettando l’elettorato. Presentare ancora una volta la lista sarebbe stata un’offesa. E, lo ripeto, siamo in perfetta sintonia con le linee del partito. Tante persone hanno solidarizzato con noi e hanno apprezzato questa nostra scelta, per quanto siano dispiaciuti. Non abbiamo bisogno di quelle poltrone. E’ una scelta consapevole la nostra, ma anche Agnone deve fare una riflessione, perché Agnone merita che non si presenti una lista civetta. E’ facile criticare, ma perché altre persone di centrodestra non si sono messe avanti per fare una lista. Con questa scelta riteniamo di aver rispettato l’elettorato. Sono fiducioso, perché bisogna toccare il fondo per poter risalire.

Spero che questa situazione sia di sprone per gli altri, perché è giusto che si mettano a disposizione anche altre persone. C’è chi vuole stare sempre in prima pagina, io non sono così. Io a dire il vero sono molto attaccato a quelle “poltroncine“, come le ha definite qualcuno, perché quelle poltroncine sono il risultato della democrazia. Sono state create per il popolo, perché ci vadano delle persone che rappresentano il popolo».

Non un accenno di autocritica, dunque, da parte del consigliere comunale Scarano, che nonostante sia in scadenza di mandato non risparmia critiche non solo nei confronti di Saia, ma anche verso Marco Cacciavillani e addirittura i suoi compagni di coalizione, senza dimenticare gli agnonesi di area che non hanno avuto il coraggio di mettersi in lista. Un leader è tale solo se il suo ruolo viene riconosciuto dal popolo, quello stesso popolo sovrano citato da Scarano. Se non si trovano quattro cristiani da mettere in lista evidentemente questo è il segnale che il presunto leader non ha invece nessun seguito e alcun ascendente sulla popolazione. Di questo, tuttavia, Scarano sembra averne preso atto, sia pure dopo un decennio.

Francesco Bottone

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