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martedì 17 Marzo 2026
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Caccia al cinghiale in braccata, ok alla proroga. Il Molise sfida i paletti della 157

Approvata all'unanimità, in Giunta regionale del Molise, la proposta dell'assessore alla Caccia, Nicola Cavaliere, di proroga del prelievo venatoria della specie cinghiale in modalità collettiva. La delibera è stata portata in Giunta e votata nella giornata di ieri.…

Approvata all’unanimità, in Giunta regionale del Molise, la proposta dell’assessore alla Caccia, Nicola Cavaliere, di proroga del prelievo venatoria della specie cinghiale in modalità collettiva. La delibera è stata portata in Giunta e votata nella giornata di ieri. L’esecutivo regionale ha deliberato di differire al 30 gennaio 2022 il termine del periodo consentito per la caccia al cinghiale. Altre due settimane o poco più, a disposizione dei cacciatori cinghialai, che in termini operativi si traducono in sei o al massimo sette bracate possibili in più, atteso che è possibile uscire a caccia solo tre giorni a settimana.

A destra l’assessore regionale Nicola Cavaliere

«In tutto il territorio regionale sono ingenti i danni all’agricoltura, è significativa la perdita di produzione, per il numero elevato di cinghiali, sono frequenti gli incidenti stradali, con grave pericolo per l’incolumità dei cittadini ed è rilevante l’impatto sul bilancio regionale delle somme dovute a titolo di risarcimento dei danni» si legge nell’istruttoria della delibera. Inoltre viene preso atto che «l’annata venatoria 2021/2022, prossima alla conclusione, è stata fortemente condizionata dalla eccezionale piovosità del periodo autunnale su tutto il territorio regionale, che ha determinato una decisa riduzione delle giornate di caccia e della loro efficacia al fine del contenimento della presenza dei cinghiali e del prelievo conseguibile, nei termini statistici consolidati e monitorati».

«Di conseguenza a fronte delle criticità rilevate è auspicabile un intervento a supporto dell’attività agricola, di certo non attuabile sui fenomeni naturali che possono essere solo rilevati e non causati dall’uomo. – chiude l’istruttoria – Ma l’intervento è ipotizzabile con una deroga alla norma venatoria sul lasso temporale di prelievo alla specie invasiva quale attività immediata al contenimento numerico con sostegno e prevenzione alle colture agricole».

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