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martedì 24 Marzo 2026
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Femmina di orso con piccolo “tracciata” in Alto Molise tra Rosello e Montecastelbarone

Una nuova sensazionale e soprattutto inedita notizia arriva dai boschi al confine tra l'abetina di Rosello e Montecastelbarone di Agnone. E' il fotografo naturalista e giornalista pubblicista Dario Rapino a darne conto ai nostri cronisti di zona e…

Una nuova sensazionale e soprattutto inedita notizia arriva dai boschi al confine tra l’abetina di Rosello e Montecastelbarone di Agnone. E’ il fotografo naturalista e giornalista pubblicista Dario Rapino a darne conto ai nostri cronisti di zona e quindi ai nostri lettori.

«Ricordate la mia diretta di qualche giorno fa dal bosco di Rosello? Vi parlavo di un’impronta molto simile a quella di un piccolo orso. Ebbene, mi è appena arrivata l’identificazione da parte di uno dei maggiori esperti di fauna selvatica». Rapino, nelle scorse settimane, è riuscito a documentare la presenza non di uno, ma addirittura di una coppia di orsi marsicani nei boschi a confine del territorio di Agnone e del Chietino. Una notizia, data in esclusiva su queste colonne, che poi è stata ripresa ed è rimbalzata anche sulle testate nazionali.

L’orma lasciata sul manto nevoso

Ora quello che già era considerato un evento raro ed eccezionale, viene quasi oscurato da un’altra scoperta che, qualora confermata, avrebbe davvero la dimensione del sensazionale. Rapino, appunto, aiutato dal manto nevoso caduto nei giorni scorsi, è riuscito a documentare quella che a suo avviso è incontrovertibilmente l’impronta di un piccolo di orso. La coppia di marsicani, dunque, avrebbe messo su famiglia proprio alle porte di Agnone.

L’altra ipotesi è che una femmina con un piccolo al seguito sia passata in quella zona, ma è piuttosto improbabile, atteso che le mamme di orso evitano accuratamente gli esemplari maschi. E’ noto che i maschi attaccano e uccidono i piccoli, figli di altri orsi, per indurre le femmine ad un nuovo estro in modo da poterle coprire e far andare avanti la propria linea di sangue, la propria discendenza. Dunque l’ipotesi più probabile, alla luce della più elementare logica, è quella coppia di marsicani immortalata dalle foto-trappole di Dario Rapino, si sia effettivamente riprodotta sul territorio tra Agnone e Rosello.

Per tentare di confermare l’eccezionale scoperta, Dario Rapino si è rivolto ad uno dei massimi esperti a livello nazionale di orsi bruni marsicani, il dottore veterinario Antonio Liberatore, già dirigente medico dell’Asrem, oggi in pensione, ma sempre attivo per boschi e montagne, dedito al continuo studio dell’ambiente e della fauna selvatica dell’Alto Molise. «Credo che si tratti di orma di piede anteriore di giovane orso, parzialmente modificata dallo sciogliersi della neve» è il parere esperto e competente che il dottore Liberatore fornisce al materiale video e fotografico realizzato da Dario Rapino.

Il medico veterinario Liberatore in una foto di repertorio

«Ancora una preziosa scoperta in questa incredibile area: non c’è giorno che non riservi sorprese. – aggiunge Dario Rapino – Questa è di valore naturalistico e scientifico forse unico, perché vuol dire che qui, gli orsi, stanno trovando un habitat integro, altrove scomparso». Insomma, l’esperto conferma quella che Rapino aveva ipotizzato come una sensazionale scoperta. La coppia di orsi marsicani non solo si è stabilita in Alto Molise, tra l’abetina di Rosello e Montecastelbarone di Agnone, ma ha ritenuto di trovarsi così a suo agio da decidere di dare alla luce un piccolo.

Dario Rapino durante una escursione in Alto Molise

Conferme di esperti e persone competenti che ora dovrebbero far scattare tutte le previste norme di protezione a tutela proprio della famiglia di plantigradi. E a questo proposito Rapino aggiunge: «Cosa si fa per monitorarli, studiarli, individuarne caratteristiche genetiche? Nulla. Fanno convegni sull’unica foresta vetusta d’Abruzzo lasciando parlare chi non ne conosce niente. Tutte chiacchiere e distintivo».

Francesco Bottone

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