Per la prima volta nella storia delle elezioni democratiche in età repubblicana, in Agnone non ci sarà un reale confronto tra due o più sfidanti alla carica di sindaco. Il centrodestra e la Lega in particolare, che pure ha ancora tre o quattro consiglieri eletti all’opposizione in Consiglio comunale, non sono stati in grado di comporre una lista da opporre a quella di Daniele Saia. Una novità assoluta, in negativo ovviamente, che fino all’ultimo momento ha tenuto sulle spine il sindaco uscente e ricandidato nella mattinata di ieri.

Più volte il primo cittadino si è affacciato al balcone del suo ufficio per verificare se arrivassero in Municipio gli esponenti del centrodestra. Nessun movimento di uomini e mezzi. Ad un certo punto, intorno alle ore 11,30, si è sparsa la voce che fosse arrivato addirittura l’europarlamentare Aldo Patriciello, con al seguito i suoi fedeli uomini con tanto di spilletta di Alberto da Giussano sul bavero, proprio per presentare una lista di bandiera della Lega.

Il sindaco Saia si è affacciato di nuovo al balcone, ma a differenza di quanto avveniva in passato sotto ben più noti balconi, non ha visto folle oceaniche, solo qualche passante annoiato. Centrodestra non pervenuto, dunque, non esiste più, perché se una compagine che è al governo del Paese e della Regione non riesce a presentare uno straccio di lista, sia pure perdente magari, alle elezioni di un Comune importante come quello di Agnone, davvero vuol dire che è andato del tutto disperso un patrimonio di voti e di persone e forse anche di valori.

Se avessero un briciolo di coerenza e sensibilità politica, di onore verrebbe da scrivere, i vertici provinciali e regionali delle varie segreterie dei partiti dovrebbero dimettersi all’istante. In altre epoche storiche sarebbero saltate diverse teste, ma senza spolverare la ghigliottina, solo in senso figurato, in ossequio magari ai principi della coerenza e della responsabilità politica, in una parola dell’onore.

Una figuraccia quella rimediata dal centrodestra e dai suoi vertici, a cominciare dall’assessore regionale Andrea Di Lucente che ancora nella serata della vigilia della presentazione delle liste ha contattato ripetutamente professionisti agnonesi allo scopo di tentare l’operazione impossibile, di fatto rivelatasi un totale fallimento.

Da Roma dovrebbero prendere i provvedimenti del caso, commissariando tutti i partiti del centrodestra incapaci di comporre una lista in un centro di oltre quattromila persone. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, ma siamo piuttosto certi che nessuna testa salterà.

Intanto allo scadere delle ore dodici di ieri, annunciate dalle tante o troppe campane dei campanili agnonesi, il sindaco Saia si è finalmente rilassato e ha stretto la mano a Marco Cacciavillani, il candidato sindaco della lista civetta, presentata al solo scopo di non avere tra i piedi lo scoglio del quorum di validità.

«Non è un bel segnale questo che si registra oggi, perché significa che c’è un disimpegno dei cittadini a confrontarsi anche su quello che può essere il futuro dei nostri territori, tra l’altro in un momento delicato come quello che stiamo attraversando. – ha dichiarato alla stampa il sindaco uscente e rientrante per forza di cose, Daniele Saia – Dobbiamo lottare tutti quanti contro lo spopolamento, contro la denatalità e contro il taglio dei servizi, al di là delle appartenenze politiche che ciascuno di noi può avere. In una società democratica, civile e che vuole crescere, il confronto è necessario, ci deve essere, fosse anche aspro su alcune tematiche».

Non è contento sino in fondo, dunque, il sindaco Saia, per il fatto di non avere uno sfidante reale, è invece dispiaciuto, quasi amareggiato perché a causa dell’incapacità manifesta degli esponenti politici del centrodestra locale e regionale, i cittadini di Agnone non avranno la possibilità nemmeno di scegliere chi deve amministrarli; viene vilipeso, in tal modo, lo stesso diritto di voto che altre generazioni hanno faticosamente conquistato anche al costo di vite umane. Al fine di aggirare lo scoglio del quorum di validità delle elezioni, è stata presentata una lista cosiddetta civetta, pronta all’uopo.

«Ringrazio pubblicamente chi si è fatto carico della presentazione di questa lista, – ha aggiunto Saia – a cominciare dal candidato sindaco Marco Cacciavillani, che in passato è stato un componente del nostro gruppo politico “Nuovo Sogno Agnonese” e di tutti gli undici candidati di questa seconda lista». La scomparsa del centrodestra in Agnone e nell’Alto Molise più in generale potrebbe avere ora delle ripercussioni anche sulla tenuta della maggioranza trasversale sulla quale di regge, in equilibrio instabile, in perfetto stile prima Repubblica, la presidenza della Provincia di Isernia.

«Credo che la situazione di Agnone di oggi sia poco rilevante per quanto riguarda la mia presidenza della Provincia. – ha sottolineato Saia – Il paese del senatore Sammartino e dell’onorevole Vecchiarelli e di tanti altri esponenti politici impegnati nel vecchio partito comunista, in quello socialista, nel Movimento sociale italiano, ha sempre dimostrato la volontà di confrontarsi per il solo bene del territorio. Credo che oggi sia necessario stimolare ad un nuovo impegno politico i cittadini, non solo nella politica diretta, ma anche nelle associazioni e negli enti che possono contribuire al bene del territorio. Il messaggio che deve passare è che ciascuno di noi è responsabile del progresso del proprio paese e del proprio territorio, – ha chiuso Saia – indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche. E che ognuno di noi dovrebbe dedicare una piccola parte del suo tempo al bene comune». Quel bene comune che evidentemente il centrodestra non sa più cosa sia.
Francesco Bottone