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mercoledì 1 Aprile 2026
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Trignina, Menna: «Raddoppio delle corsie, ma intanto soluzioni concrete immediatamente realizzabili»

«La strada statale 650 Trignina continua purtroppo ad essere una delle arterie più pericolose d’Italia, teatro di incidenti gravi e troppo spesso mortali» rileva il consigliere regionale Vincenzo Menna del gruppo Abruzzo Insieme. «Già lo scorso 11 marzo avevo scritto…

«La strada statale 650 Trignina continua purtroppo ad essere una delle arterie più pericolose d’Italia, teatro di incidenti gravi e troppo spesso mortali» rileva il consigliere regionale Vincenzo Menna del gruppo Abruzzo Insieme. «Già lo scorso 11 marzo avevo scritto ad Anas per segnalare le criticità e proporre soluzioni concrete e immediatamente realizzabili – spiega il consigliere regionale di Atessa – come l’installazione di autovelox fissi e sorpassometri nei tratti più pericolosi. Allora la mia era quasi una voce fuori dal coro: mentre molti si limitavano a chiedere interventi generici, io ho indicato misure precise e sostenibili, nella convinzione che la sicurezza non possa essere affidata solo a grandi opere di lungo periodo, ma debba essere garantita anche con strumenti rapidi ed efficaci».

«Da allora, attorno a questa battaglia si è formato un fronte sempre più largo. – continua Menna – Colleghi consiglieri regionali abruzzesi hanno condiviso l’urgenza delle proposte e, soprattutto, si è aperta una collaborazione importante con i rappresentanti istituzionali del vicino Molise, che vive le stesse difficoltà lungo un’arteria che unisce i territori e sostiene gran parte del traffico merci e passeggeri tra l’Adriatico e il Tirreno».

«Inoltre – aggiunge – va dato merito al sindaco di Dogliola, Giovanni Giammichele, di aver smosso ulteriormente le acque e dato un’accelerata tanto che ora anche assessori e consiglieri molisani hanno chiesto insieme a noi un incontro con il Ministero delle Infrastrutture, portando la questione ad un livello nazionale. Anche le Camere di Commercio delle due regioni, insieme a quelle di Lazio e Campania, hanno promosso un protocollo d’intesa per inserire la Trignina in un più ampio progetto di mobilità trasversale, a conferma che la sicurezza di questa strada non è più una rivendicazione locale ma un’esigenza strategica per l’intero Centro-Sud. In questi mesi purtroppo non sono mancati nuovi episodi tragici. Ad agosto un giovane di 31 anni ha perso la vita in un frontale al confine tra Abruzzo e Molise; a marzo sei persone sono rimaste ferite, una gravemente, in un incidente con tre mezzi a Fresagrandinaria; e numerosi altri scontri e fuoriuscite di strada hanno confermato quanto questa statale sia ormai inadeguata a sopportare l’attuale volume di traffico».

«Ogni volta che la cronaca ci riporta queste notizie – sottolinea Menna – cresce l’amarezza per non aver visto ancora applicate misure che sarebbero in grado di salvare vite. E cresce la determinazione a non abbassare la guardia. Oggi, grazie anche a questa pressione, arrivano i primi segnali incoraggianti: Anas ha istituito un tavolo tecnico permanente per la sicurezza sulla Trignina e il Ministero ha mostrato una nuova attenzione. È stato avviato un percorso per programmare gli interventi e definire il piano per il tratto Trivento-San Salvo. È un passo avanti importante, che accogliamo con favore, ma che non deve farci abbassare la soglia di attenzione».

Magnacca e Di Lucente ad Agnone

«Il raddoppio delle corsie – ricorda  Menna – resta la soluzione strutturale e definitiva per mettere in sicurezza questa arteria. È un obiettivo che ho posto con chiarezza e che oggi è finalmente condiviso da più parti. Siamo consapevoli che si tratta di un progetto complesso, che richiede tempo, risorse e un impegno forte da parte dello Stato. Proprio per questo non possiamo limitarci ad aspettare: mentre lavoriamo al raddoppio, dobbiamo adottare subito misure concrete come gli autovelox, i sorpassometri, l’illuminazione degli svincoli e un rafforzamento dei controlli su strada».

«La Trignina – conclude Menna – non è solo una strada: è la via quotidiana di lavoratori, studenti, famiglie, imprese. È la spina dorsale della mobilità tra Abruzzo e Molise e, in prospettiva, del collegamento tra Adriatico e Tirreno. Per questo non possiamo permetterci ulteriori ritardi. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto e su questo continuerò a dare battaglia, insieme ai colleghi delle due regioni e alle comunità locali, finché non vedremo realizzati interventi all’altezza delle esigenze dei nostri territori».

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