Si è svolto presso la Sala Consiliare del Comune di Jelsi, il convegno dedicato al tema della violenza di genere promosso dall’associazione di volontariato “La Panchina della Libertà”, in occasione dell’inaugurazione della panchina rossa simbolo dell’impegno collettivo contro il femminicidio e ogni forma di abuso.

Un momento di riflessione profonda e partecipata che ha visto la presenza di autorità civili, militari ed ecclesiastiche, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, cittadini e giovani, a testimonianza di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come la violenza di genere non sia un’emergenza episodica ma un fenomeno strutturale, radicato in disuguaglianze culturali e stereotipi ancora presenti nella società. Un problema che riguarda tutti, non solo le vittime dirette.
L’associazione, nata solo un anno fa, opera con forza e sinergicamente con l’obiettivo di:
- contrastare ogni forma di violenza – fisica, psicologica, economica, sessuale e digitale;
- promuovere la cultura del rispetto e della parità;
- offrire ascolto, orientamento e supporto alle donne vittime di violenza;
- costruire reti di collaborazione con istituzioni, scuole e realtà territoriali.
La panchina rossa, inaugurata durante l’evento, rappresenta un simbolo potente: un posto vuoto che parla, un silenzio che grida memoria e responsabilità. Non solo un segno visibile, ma un impegno concreto e quotidiano. Durante il convegno è emersa con forza l’importanza della prevenzione attraverso l’educazione, il linguaggio, i modelli culturali proposti alle nuove generazioni e il lavoro sinergico tra enti, professionisti e comunità educante. Centrale il ruolo della rete territoriale nel sostenere chi trova il coraggio di denunciare e nel promuovere strumenti di contrasto efficaci. Il compito che svolgono le associazioni sul nostro territorio nel trattare temi così importanti e delicati è emblematico di come il ruolo del terzo settore sia cruciale.
L’evento si è concluso con un invito chiaro: trasformare il simbolo in azione, la memoria in responsabilità, la riflessione in impegno concreto.