Le abitazioni sono le uniche cose che non mancano, i famosi “vuoti” da riempire. Case abbandonate da decenni, un immenso patrimonio immobiliare che può essere recuperato e messo a valore, attraendo non solo residenze occasionali, turistiche, ma presenze fisse, stabili. Un’idea che sembri funzionare, almeno in embrione, ad esempio a Castel del Giudice.

Certo servono nuove politiche per le aree interne a rischio spopolamento, al di là delle chiacchiere della politica, perché se si continuano a tagliare i servizi essenziali, ad esempio, quelle case vuote e abbandonate aumenteranno di numero anziché diminuire. Ecco allora l’utilità di uno spazio concreto di elaborazione e proposta, una piattaforma di pensiero e azione per dimostrare che il futuro delle aree interne non è altrove, ma radicato nel territorio. Il 26 e 27 febbraio Castel del Giudice, mente e cuore della rigenerazione dell’Alto Molise, ospita il seminario di approfondimento e formazione “Il futuro è ancora qui”, con la presenza di esponenti di rilievo nel panorama nazionale delle politiche territoriali e dello sviluppo locale. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che lo spopolamento non è un destino inevitabile, ma una sfida politica, sociale e contrattuale.
Negli ultimi decenni, vaste aree montane e rurali hanno perso abitanti, servizi e opportunità, generando un progressivo impoverimento del tessuto economico e comunitario. Eppure, esperienze come quella di Castel del Giudice dimostrano che è possibile invertire la rotta, puntando su politiche integrate che tengano insieme abitare, lavoro, welfare di prossimità, innovazione digitale e sviluppo sostenibile. Il seminario intende offrire «strumenti concreti di analisi e di intervento, mettendo al centro la contrattazione territoriale come leva strategica per rendere le aree interne nuovamente attrattive e vivibili, non solo come destinazioni turistiche o progetti simbolici, ma come luoghi di residenza stabile, di comunità e di prospettiva» spiegano da Castel del Giudice.
Giovedì 26 febbraio alle ore 17, è previsto un incontro con l’amministrazione comunale e una visita guidata del centro, per conoscere da vicino il percorso di rigenerazione che ha reso Castel del Giudice un caso di studio a livello nazionale. Venerdì 27 febbraio, dalle ore 9, nella sala meeting dell’albergo diffuso Borgotufi, si terrà la sessione di lavoro aperta al pubblico e coordinata da Rossella Muroni del Dipartimento Contrattazione e Benessere dello SPI CGIL, con l’introduzione di Carla Mastrantonio, Segretaria nazionale SPI CGIL. Dopo i saluti del sindaco di Castel del Giudice, Lino Gentile, si proseguirà con gli interventi di Sabrina Lucatelli, direttrice di Riabitare l’Italia; Rossano Pazzagli, professore dell’Università del Molise esperto di politiche delle aree interne; Alessandro Camiz, professore dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara esperto in rigenerazione sostenibile dei tessuti storici; Luca Santilli, sindaco di Gagliano Aterno; Carmine Cipollone, autorità di gestione fondi FESR-FSE Regione Abruzzo; Antonio Iovito, segretario generale SPI CGIL Abruzzo Molise. Le conclusioni saranno affidate a Tania Scacchetti, segretaria generale nazionale SPI CGIL.