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  • Torna il festival ‘Fuoco al centro’, Agnone si prepara a riaccendere la fiamma della letteratura

    C’è una fiamma che non si spegne, ad Agnone. Non è solo quella del fuoco sacro custodito da secoli nelle fonderie delle campane o della proverbiale Ndocciata, ma è anche la fiamma viva e pulsante della cultura, della parola scritta, della comunità che si ritrova attorno alle storie. E quella fiamma, il prossimo primo maggio, tornerà con la seconda edizione del Festival “Fuoco al centro – Letterature, musica, visioni”, ufficialmente approvato dalla Giunta Comunale di Agnone con delibera.  Chi era presente alla prima edizione sa bene di cosa si parla.

    Il Belvedere San Marco – con il suo panorama mozzafiato che spazia sull’intera dorsale appenninica – si era trasformato in un palcoscenico naturale di rara suggestione, capace di incantare non solo il pubblico agnonese, ma un folto parterre di addetti ai lavori arrivati da ogni angolo d’Italia. Critici letterari, editori, giornalisti culturali, scrittori: nomi di peso del panorama nazionale che hanno lasciato Agnone con un’unica certezza in tasca che questa città ha qualcosa di speciale da dire, e sa dirlo bene. I riscontri raccolti avevano superato ogni aspettativa, confermando che l’intuizione alla base del festival era, fin dall’inizio, una scommessa vinta. “Agnone non è ai margini: è al centro. Al centro di una conversazione culturale che il Paese ha bisogno di fare, partendo dalle radici più profonde”.

     Al cuore del festival c’è lei: Chiara Gamberale, scrittrice tra le più amate e lette d’Italia, autrice di romanzi che hanno saputo toccare corde profonde in milioni di lettori. Ma Gamberale non è soltanto la direttrice artistica di un festival: è, prima di tutto, una figlia di questa terra. Le sue radici affondano proprio ad Agnone, e questo legame non è mai stato per lei un dettaglio biografico da citare en passant, bensì una fonte di nutrimento autentico, quasi viscerale. Fondatrice e anima di CreaVità – la scuola di scrittura creativa con sede a Roma che è molto più di una scuola: è uno spazio di libertà emotiva, di scoperta di sé attraverso la parola – Gamberale porta ad Agnone non solo il suo nome, ma un metodo, una visione, una filosofia. Quella per cui scrivere non è un mestiere per eletti, ma un atto umano e necessario, accessibile a chiunque abbia qualcosa da dire. E chi non ce l’ha?

    Il programma della seconda edizione si articola in tre giornate dense e trasversali. Nei giorni 1, 2 e 3 maggio, tre incontri letterari vedranno protagoniste coppie di autori – scelti personalmente da Gamberale tra i nomi di maggior spessore del panorama editoriale italiano – dialogare non semplicemente attorno ai propri libri, ma attorno al fuocoche li muove: la scintilla interiore che spinge uno scrittore oltre il margine, oltre i confini del già detto, verso qualcosa di necessario e vero. Sabato 2 maggio, inoltre, il Cinema Teatro Italo Argentino -gioiello architettonico della città – ospiterà un concerto dal vivo, perché la musica e la letteratura, in questo festival, non sono ospiti separati ma voci di uno stesso coro.

    Non mancheranno i laboratori per i più piccoli, curati da Sabina D’Angelosante, storica dell’arte e docente di CreaVità, che da anni conduce percorsi di arte e arte-gioco per adulti e bambini. Un’intuizione preziosa: il festival non parla solo agli appassionati di letteratura, non è un appuntamento per addetti ai lavori, ma è un evento che abbraccia la comunità intera, dai grandi ai piccini, dai lettori agli ascoltatori, dai curiosi agli esperti.

    C’è poi una storia più lunga da raccontare, quella di Agnone e del suo irriducibile amore per la cultura. Città che nei secoli ha saputo formare intellettuali, tipografi, uomini di lettere – tanto da meritare il titolo, tramandato con orgoglio, di Atene del Sannio – Agnone non ha mai smesso di credere che la cultura non sia un lusso riservato alle grandi capitali, ma una necessità, un diritto, una forma di resistenza. Il Festival ‘Fuoco al centro’ si inserisce in questa tradizione con la consapevolezza di chi sa da dove viene e ha chiaro dove vuole andare: verso un futuro in cui le aree interne non siano sinonimo di marginalità, ma di eccellenza, di autenticità, di coraggio.

    L’esecutivo guidato dal sindaco Daniele Saia ha deliberato di sostenere la seconda edizione del festival con un impegno di spesa di 14.000 euro, riconoscendo nell’iniziativa uno strumento concreto di promozione culturale e turistica del territorio. Una cifra, per un ritorno d’immagine – e di anima – che va ben al di là del valore economico. Media nazionali, turisti, stampa specializzata, televisioni: il festival è diventato, in una sola edizione, uno dei biglietti da visita più efficaci che Agnone potesse desiderare.

    Dal 1 al 3 maggio, dunque, Agnone sarà ancora una volta al centro. Al centro di conversazioni che contano, di musica che emoziona, di storie che restano. Al centro di quel fuoco – quello vero, quello che scalda senza bruciare – che questa città ha imparato a custodire meglio di chiunque altro.

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