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  • Accoglienza migranti in Alto Molise, bando da 5 milioni di euro all’attenzione dell’Autorità anticorruzione

    Un bando pubblico da cinque milioni di euro, che riguarda Agnone, finisce all’attenzione dell’Autorità nazionale anticorruzione. L’iniziativa è di Confcooperative Molise. Questi i fatti riferiti. La centrale unica di committenza di Agnone ha pubblicato, nelle scorse settimane, un bando di rilevanza comunitaria del valore di circa 5 milioni di euro per l’individuazione dell’operatore economico attuatore del progetto del Sistema di accoglienza e integrazione dei migranti.

    Confcooperative Molise ha formalmente presentato un’istanza di annullamento in autotutela della procedura, evidenziando «diversi profili di criticità nell’impianto della gara». «Le nostre preoccupazioni – spiegano da Confcooperative Molise – nascono dal fatto che i requisiti di capacità economica e tecnica previsti dal bando appaiono sproporzionati e irragionevoli rispetto all’oggetto dell’appalto».

    In particolare: «la richiesta di dimostrare gestioni ininterrotte di progetti di identica e massiccia entità numerica, in termini di fatturati e dimensioni, rischia di trasformarsi in una vera e propria barriera all’ingresso, escludendo di fatto molte realtà cooperative locali che da anni operano con professionalità e competenza nei territori dell’Alto Molise». «Ancora più discutibile – continua Confcooperative – appare la struttura dei criteri di valutazione dell’offerta tecnica, che attribuisce ben 55 punti su 100 a elementi di carattere soggettivo e certificazioni che, secondo i principi del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, dovrebbero costituire requisiti di partecipazione e non criteri di aggiudicazione. In questo modo si genera una commistione che finisce per penalizzare la qualità progettuale e favorire esclusivamente operatori di grandi dimensioni».

    E ancora: «Il risultato è che una gara pubblica, che dovrebbe premiare la qualità delle proposte e la capacità di rispondere ai bisogni delle comunità, rischia di trasformarsi in un meccanismo che restringe la concorrenza e taglia fuori proprio quelle cooperative sociali che da anni garantiscono servizi nei territori più fragili della nostra regione». La questione, quindi, non riguarda soltanto un bando o una procedura amministrativa, ma quella che Confcooperative definisce una «scelta di fondo»: cioè se le politiche pubbliche debbano sostenere e valorizzare l’economia locale oppure se debbano, al contrario, «favorire modelli che finiscono per marginalizzare il tessuto imprenditoriale del territorio».

    Per questi motivi Confcooperative Molise ritiene necessario «aprire una riflessione pubblica su quanto sta accadendo». Difendere la concorrenza, garantire la qualità dei servizi e tutelare l’economia locale, spiegano dall’associazione, «non sono obiettivi in contrasto tra loro, al contrario, rappresentano le condizioni per costruire politiche pubbliche più giuste ed efficaci».

    In questa direzione Confcooperative Molise sosterrà l’iniziativa di una cooperativa associata che ha deciso di rivolgersi all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), richiedendo un parere di precontenzioso sulla legittimità dell’intero impianto della procedura. «Lo facciamo con spirito costruttivo e nel rispetto delle istituzioni, – chiude la nota di Confcooperative Molise – ma con la convinzione che la difesa dell’economia locale, della cooperazione sociale e delle comunità dell’alto Molise meriti attenzione e trasparenza. Perché dietro ogni bando pubblico non ci sono soltanto numeri o procedure amministrative, ma servizi, lavoro e futuro per i nostri territori».

    Per completezza di informazione va detto che la Centrale Unica di Committenza nel frattempo ha risposto respingendo le osservazioni di Confcooperative Molise.

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