Le anticipazioni date in esclusiva dalla nostra testata giornalistica sono state confermate, pari pari, dal sindaco Daniele Saia che, nella tarda mattinata di ieri, ha comunicato le sue decisioni in merito alla composizione della Giunta comunale. Il primo cittadino avrebbe voluto attendere il prossimo Consiglio comunale, fissato per domani sera, ma le anticipazioni di stampa hanno creato evidentemente qualche imbarazzo in maggioranza, per via del clamoroso “siluramento” dell’ex assessore al Bilancio, Amalia Gennarelli, e dunque Saia è stato costretto a ufficializzare i “nominati” al rango di assessore prima del tempo.

Tutto secondo quanto già riferito ai lettori su queste colonne: Raffaele Masciotra, Mario Petrecca, Enrica Sciullo e Michela Cerbaso; sono questi i quattro componenti della Giunta del Saia II. «I nuovi assessori comunali saranno chiamati a portare avanti azioni amministrative indirizzate allo sviluppo della città» spiegano dalla maggioranza, una banale ovvietà. Per la scelta dei primi tre nuovi assessori il sindaco ha seguito il criterio matematico delle preferenze: Masciotra, primo degli eletti, sarà anche vicesindaco; Petrecca è il secondo degli eletti, mentre Enrica Sciullo è la prima delle donne elette. Per il quarto nome invece, quello di Michela Cerbaso, Saia ha abbandonato il criterio delle preferenze e applicato la logica politica, da manuale Cencelli, al fine di riequilibrare l’esecutivo verso sinistra, sbilanciato a destra da Petrecca e Masciotra, inserendo appunto due donne con in tasca la tessera di partito del Pd.

Amalia Gennarelli non risulta iscritta ad alcun partito, dunque nonostante sia arrivata quarta in ordine di elezione, cioè in base alle preferenze avute, resta clamorosamente fuori dall’esecutivo del Saia II. L’avverbio usato si giustifica per il fatto che nel Saia I la stessa Gennarelli ha avuto la delega al Bilancio, cioè l’assessorato più importante e strategico per una amministrazione, perché dal documento contabile dipende tutta la programmazione e l’azione amministrativa. Chi si occuperà, tra i quattro nuovi assessori, del Bilancio del Comune di Agnone? Non è ancora dato saperlo, anche se in pole è proprio Cerbaso. Intanto Saia li ha nominati e poi, con calma, assegnerà loro le deleghe, segno forse che in maggioranza c’è più di qualche frizione da limare e da non far uscire dal palazzo. L’unico incarico assegnato, al momento, è quello di Raffaele Masciotra che ricoprirà anche il ruolo di vicesindaco; per le altre deleghe, comprese quelle riservate ai consiglieri, bisognerà attendere qualche altro giorno.

«Con la formazione della Giunta – ha commentato il sindaco Saia – torniamo pienamente operativi e pronti ad adottare nuovi atti fondamentali per la nostra Agnone. L’esecutivo, nominato nel pieno rispetto delle quote rosa, valorizza il mandato che i cittadini hanno affidato agli eletti. Nel caso di Cerbaso, – si affretta a precisare il primo cittadino – si è voluto dare seguito alla fiducia espressa dagli elettori nella scorsa tornata elettorale, tenendo conto del passo indietro da lei compiuto nella precedente fase amministrativa per senso di responsabilità».

Non sapevamo che Saia fosse anche un abile contorsionista, ma è quello che sembra leggendo e meditando questa ultima dichiarazione. Il sindaco in carica sostiene che Cerbaso oggi entra di diritto in Giunta per effetto delle preferenze prese cinque anni fa, alle passate elezioni. In quell’occasione, in effetti, Michela Cerbaso, fu la quarta degli eletti, con 335 preferenze; piazzamento da esecutivo appunto. Mentre Amalia Gennarelli di preferenze ne portò a casa 297. Nonostante la differenza di voti, fu Gennarelli ad essere nominata assessore, a scapito della giovane collega che probabilmente aveva impegni universitari fuori città e che quindi accettò l’esclusione «per senso di responsabilità».

Oggi le cose si sono ribaltate, nonostante la differenza tra le due sia stata solo di una preferenza: Gennarelli 128; Cerbaso 127. Abbiamo tentato di strappare una battuta di commento dall’ex assessore “silurata” Gennarelli, ma la stessa ha risposto in maniera telegrafica: «Decide il sindaco». Una risposta secca, assolutamente corretta in punta di diritto, perché è il sindaco che nomina gli assessori a suo insindacabile giudizio e in autonomia dal resto del Consiglio, che tuttavia lascia trasparire non solo delusione per la mancata conferma nell’esecutivo, ma anche un briciolo di legittimo e comprensibile risentimento. L’esclusione dalla Giunta non è stata affatto concordata, come invece avvenne cinque anni fa, checché ne dicano dallo staff della propaganda di Saia.

«La nostra esperienza alla guida di Agnone sarà corale e si servirà dell’impegno di tutti: non solo della giunta, ma anche dei consiglieri delegati e dello staff del Sindaco, come è già successo negli ultimi cinque anni e mezzo di lavoro. – ha concluso il primo cittadino, nel tentativo di smorzare eventuali polemiche sul nascere – Attualmente siamo nella fase di definizione delle deleghe, per garantire assegnazioni mirate che sappiano elevare le capacità di ognuno. Le comunicazioni a riguardo arriveranno nei prossimi giorni». Intanto domani, alle ore 19, è convocata la prima seduta del nuovo Consiglio comunale.
Francesco Bottone