Un nuovo ed avvincente capitolo si registra in quella che è divenuta una vera e propria saga. E’ la fase post elettorale quella più avvincente, visto che le elezioni, di fatto, senza sfidanti reali, sono state poco più che una formalità per il rieletto Saia. Stiamo parlando delle dinamiche, non propriamente lineari, che stanno accompagnando la nascita difficile della nuova Giunta comunale di Agnone.

Nell’edizione di ieri, su queste colonne, abbiamo portato all’attenzione dei lettori l’intervento del più giovane degli eletti, il diciottenne Leonardo d’Onofrio, considerato tra i papabili assessori. Il diretto interessato si è smarcato, tirandosi fuori dalla rosa dalla quale il sindaco Saia dovrà attingere per nominare gli assessori. Impegni universitari lo terranno lontano da Agnone, questa la versione ufficiale, dunque ringrazia per l’attenzione e declina qualsiasi ipotetica offerta di diventare assessore il giovane Leonardo d’Onofrio. L’appena rieletto sindaco dovrà assegnare quattro posti in Giunta, due dei quali sono in qualche misura blindati, perché così hanno deciso gli elettori.

I primi due eletti, infatti, sono Raffaele Masciotra e Mario Petrecca, per i quali la nomina da assessore è praticamente scontata, quasi un atto dovuto considerate le preferenze che entrambi hanno preso. Gli altri due posti spettano invece alle donne elette, perché bisogna garantire la parità di genere all’interno degli organi esecutivi e di governo. Ed è qui che nascono le frizioni interne alla maggioranza, anche se ovviamente si tenta di tenerle nascoste. Uno dei due posti in Giunta riservati alle donne, nel rispetto delle cosiddette quote rosa, spetta di diritto alla prima donna eletta, Enrica Sciullo. La stessa è già stata assessore nel Saia I, con la delega alle politiche sociali.

Il posto rimanente nell’esecutivo, scorrendo la classifica delle preferenze, dovrebbe spettare ad Amalia Gennarelli, l’ex assessore al Bilancio. Secondo i rumors, tuttavia, Saia sarebbe pronto a “scaricare” la Gennarelli per fare spazio alla segretaria regionale dei giovani democratici del Molise, Michela Cerbaso.

Gennarelli, assessore uscente al Bilancio, di preferenze ne ha prese 128; Cerbaso solo una in meno, 127; quindi, dal punto di vista matematico, l’assessorato spetterebbe alla prima. Mentre Saia lo assegnerà alla seconda, cioè all’ultima degli eletti nella lista “Nuovo Sogno Agnonese”. La motivazione della scelta? Semplicemente per riequilibrare l’asse politico della Giunta che altrimenti sarebbe spostato troppo a destra. Masciotra e Petrecca, infatti, sono notoriamente uomini di destra; con Enrica Sciullo, tesserata Pd e Michela Cerbaso, giovane dirigente regionale del Pd, si avrebbe una sostanziale parità nell’esecutivo.

Certo questa sarebbe una scelta politica del sindaco Saia, da manuale Cencelli, magari suggerita dal resto degli eletti che hanno in tasca la tessera del Pd o comunque orbitano in quell’area di centrosinistra. In tal modo, ovviamente, Nuovo Sogno Agnonese perderebbe la sua identità di lista civica, perché l’esecutivo sarebbe “lottizzato” ed equamente spartito, Cencelli docet, tra destra e sinistra come si faceva ai tempi del pentapartito e della Democrazia cristiana. A pagare le spese di questo giochino prettamente politico, di questa logica di spartizione delle poltrone in Giunta, la ex assessore al Bilancio, Amalia Gennarelli, che resterebbe fuori, quasi clamorosamente, dall’esecutivo.
Francesco Bottone