La Caritas Diocesana di Trivento presenta il nuovo Quaderno della Solidarietà dal titolo “Non borghi, ma paesi: comunità che resistono allo spopolamento”. Il lavoro nasce dal percorso di osservazione e ascolto che la Caritas porta avanti nella diocesi dal 1992 attraverso il Quaderno della Solidarietà, pubblicato con cadenza triennale, e propone una riflessione sui fenomeni dello spopolamento e della povertà nelle aree interne. Nel testo si evidenzia come, dal 1992 a oggi, i comuni della diocesi di Trivento abbiano perso 16.451 abitanti a causa della crisi demografica, dell’emigrazione e della riduzione dei servizi. Viene inoltre ricordato che, su una popolazione residente a fine 2024 di 32.197 abitanti, gli anziani sono 10.469.

Il Quaderno richiama l’attenzione sulle difficoltà vissute dai piccoli paesi: riduzione dei servizi essenziali, isolamento, fragilità sociali, carenza di opportunità lavorative, spopolamento scolastico e progressivo indebolimento del tessuto comunitario. Accanto a queste criticità, il documento mette in evidenza il valore delle relazioni, della prossimità, della memoria e della cura delle comunità locali, riconoscendo il ruolo svolto da parrocchie, associazioni, amministrazioni, volontari e cittadini che continuano a vivere e custodire questi territori. Particolare attenzione viene dedicata ai temi del lavoro, della formazione e della permanenza dei giovani nei territori, sottolineando la necessità di creare opportunità concrete e valorizzare competenze e risorse locali.
Il documento ribadisce inoltre l’importanza di garantire servizi fondamentali, il diritto alla salute, all’istruzione e alla mobilità, nonché attenzione alle aree interne, considerate non realtà marginali ma comunità vive, fatte di persone, relazioni e dignità.
«Abbiamo scelto di parlare di paesi e non di borghi – scrive don Alberto Conti, direttore della Caritas Diocesana di Trivento, nella lettera di accompagnamento che nei prossimi giorni verrà inviata ai sindaci insieme a una copia del Quaderno – perché non vogliamo fermarci a una narrazione estetica o turistica dei territori interni, ma riconoscere e valorizzare comunità vive, fatte di relazioni, memoria, lavoro, cura e resistenza». La lettera si conclude con l’auspicio che «anche questo contributo possa rappresentare un ulteriore passo verso la costruzione condivisa di nuove prospettive per il futuro delle nostre comunità» e con la disponibilità della Caritas Diocesana «per ogni possibile forma di collaborazione finalizzata alla promozione del bene comune e alla tutela della dignità delle persone che continuano a vivere e custodire questi paesi».
Con questa pubblicazione, la Caritas Diocesana intende offrire un contributo di riflessione sul presente e sul futuro delle aree interne, a partire dall’ascolto delle comunità e dei cambiamenti che attraversano il territorio.