Nel giorno dell’ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco rinnova il proprio commosso pensiero alle 43 vittime di una delle più gravi tragedie che hanno colpito il nostro Paese e si stringe, con profondo rispetto, ai loro familiari.

Il 14 agosto 2018, pochi istanti dopo il crollo del viadotto sul torrente Polcevera, scattò una delle più imponenti operazioni di soccorso degli ultimi decenni. In poche ore oltre 400 vigili del fuoco raggiunsero Genova da tutta Italia, di questi oltre 100 appartenenti ai Team USAR di Lombardia, Piemonte e Toscana. Sullo scenario operarono 44 unità cinofile, esperti SAF, nuclei NBCR, autisti esperti nella conduzione di movimento terra e tre elicotteri Drago.

Fra i diversi salvataggi che fecero, si ricorda quello fatto sospesi sulle corde a venti metri d’altezza, quando riuscirono a recuperare un uomo ferito rimasto incastrato all’interno dell’abitacolo del furgone sul quale viaggiava assieme al collega purtroppo deceduto nella caduta.

L’impegno dei vigili del fuoco proseguì anche nei mesi successivi, garantendo la sicurezza durante le operazioni di demolizione del viadotto e nelle attività di supporto al cantiere che portò alla realizzazione del viadotto Genova San Giorgio.

Proprio in seguito a quel crollo la Provincia di Isernia, ente che ha in gestione il viadotto sul Sente tra Castiglione Messer Marino e Belmonte del Sannio, pensò di chiudere al traffico anche quella imponente infrastruttura per un «imminente rischio crollo». Otto anni dopo il ponte di Genova è stato ricostruito ed è già in esercizio, quello “Longo” sul Sente resta chiuso al traffico veicolare, nonostante siano già stati spesi in interventi di messa in sicurezza alcuni milioni di euro.