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  • Prelievi ematici a Poggio, ma vidimazione ad Agnone: la farsa continua

    Prelievi a Poggio, ma vidimazione ad Agnone: ancora senza soluzione il problema anche se secondo il primo cittadino Orlando presto interverrà la cosiddetta farmacia dei servizi a chiudere ogni questione. Se ne è parlato nei giorni scorsi in sede di Consiglio comunale a Poggio Sannita, su sollecitazione del capogruppo di minoranza Tonino Palomba. L’ex sindaco, oggi leader dell’opposizione, aveva sottolineato l’assurdità del problema, una questione tragicomica. Per effettuare un prelievo di sangue presso l’ambulatorio di Poggio Sannita i residenti devono prima recarsi presso l’ospedale di Agnone, qualche giorno prima, per vidimare e regolarizzare l’impegnativa. Un assurdo protocollo che rende praticamente inutile il servizio sanitario di prossimità che si intende offrire a Poggio.

    Se bisogna andare prima ad Agnone a vidimare, tanto vale fare il prelievo lì in ospedale. Questa la condivisibile obiezione mossa dal consigliere Palomba. E nei giorni scorsi, appunto, il tema è stato affrontato anche in sede di Consiglio. «Secondo il sindaco Giuseppe Orlando il problema sarà presto risolto con l’imminente avvio della “farmacia dei servizi” che, ampliando i servizi sanitari territoriali offerti, permetterà di effettuare anche i prelievi qui a Poggio Sannita, senza dover andare prima al “Caracciolo”. – spiega il consigliere di minoranza -Nell’immediato, tuttavia, il sindaco ci ha assicurato che cercherà di capire se si può ovviare alla vidimazione ad Agnone». «Ma sul punto la maggioranza si è molto risentita per il richiamo alla non conformità della sede dell’ambulatorio comunale, – continua Tonino Palomba – di cui abbiamo più volte parlato. A cominciare dal programma elettorale, abbiamo sollecitato ripetutamente lo spostamento del servizio ambulatoriale in locali più idonei, come richiesto dalla maggior parte della cittadinanza. Mentre secondo alti esponenti della maggioranza l’ambulatorio al piano terra del Comune è stata la soluzione ottimale ad un problema creatosi con l’abbandono dei precedenti locali ambulatoriali».

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