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venerdì 3 Aprile 2026
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Riciclaggio e bancarotta fraudolenta, denunciati cinque imprenditori

GUARDIA DI FINANZA: DENUNZIA DI 5 IMPRENDITORI E SEQUESTRO DI AZIENDE, AUTOVETTURE, IMBARCAZIONI E BENI IMMOBILI FITTIZIAMENTE INTESTATI Le Fiamme Gialle del Nucleo di P.T. e della Sezione di P.G. - G. di F. di Chieti, al termine…

GUARDIA DI FINANZA: DENUNZIA DI 5 IMPRENDITORI E SEQUESTRO DI
AZIENDE, AUTOVETTURE, IMBARCAZIONI E BENI IMMOBILI FITTIZIAMENTE
INTESTATI

Le Fiamme Gialle del Nucleo di P.T. e della Sezione di P.G. – G. di F. di Chieti, al termine di
una complessa ed articolata attività di p.g. coordinata dalla locale Procura della Repubblica,
hanno denunciato a piede libero sei persone, di cui cinque imprenditori, per i reati di
riciclaggio, bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, ricettazione ed emissione di
fatture per operazioni inesistenti, con accertamento della distrazione di somme di denaro per
circa 3 milioni di euro, e proceduto poi al sequestro di 2 aziende, 9 immobili, 3 autovetture di
grossa cilindrata Audi e Lamborghini ed una imbarcazione da diporto.

Le indagini sono state avviate a seguito di approfondimenti di segnalazioni di operazioni
sospette inerenti alcune movimentazioni bancarie ritenute anomale per il profilo
economico/finanziario dell’imprenditore.

Tra queste, la movimentazione di ingenti somme di denaro (oltre 6.000.000 di euro)
provenienti da persone e società con sede alle Isole Vergini Britanniche – ma riconducibili a
cittadini di nazionalità russa – che pervenivano alla società italiana tramite bonifici bancari, con
causali generiche e privi di riscontri contabili; venivano poi incassati ed utilizzati
dall’Amministratore per finalità estranee all’esercizio d’impresa.

Lo sviluppo dei dati acquisiti ed i successivi riscontri eseguiti anche mediante rogatoria
internazionale diretta alle Autorità Giudiziarie della Repubblica di Malta e della Federazione
Russa, in collaborazione con la III Divisione INTERPOL del Servizio per la Cooperazione
Internazionale di Polizia, permettevano di accertare che gran parte dei flussi finanziari
venivano mascherati e occultati attraverso prelevamenti in contanti, emissione di assegni
circolari/bancari a favore proprio o di terzi soggetti meri prestanome anche quale pagamento
di fatture per operazioni inesistenti.

L’attività investigativa si è conclusa con una richiesta di applicazione di misure cautelari reali e
personali accolta dal G.I.P. presso il Tribunale di Chieti che ha disposto il sequestro preventivo
delle aziende e dei beni mobili e immobili di loro pertinenza per un valore complessivo di oltre
6 milioni di euro. Il provvedimento è stato esteso anche ai beni immobili intestati al coniuge
dell’indagato principale poiché ad esso fittiziamente intestati.

Inoltre nei confronti degli amministratori delle società coinvolte è stato disposto il divieto di
esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Inoltre il P.M. fornendo la prova dello stato di dissesto economico finanziario dell’azienda
dovuto alle truffaldine operazioni condotte dal suo amministratore e per le quali la società
aveva accumulato debiti per oltre 3 milioni di euro ha inoltrato al Giudice delegato presso il
Tribunale di Chieti istanza di fallimento che è stata accolta.

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