Domenica Unione Sportiva Venafro e Olympia Agnonese si incontrano per la 65^ volta in una partita ufficiale in una gara che assegnerà la Coppa Italia Molise 2026. Tra la fine degli anni ’60 ed oggi si sono sfidate ben 64 volte tra campionato e Coppa Italia con un bilancio favorevole al Venafro con 31 vittorie contro le 16 degli avversari e 17 pareggi. Tre volte si sono affrontate in Coppa Italia ed hanno sempre vinto i bianconeri. Quando però due squadre come queste, accomunate e divise da una lunghissima rivalità sportiva, si trovano di fronte, le statistiche non contano più nulla e tutto può succedere. Tuttavia, i numeri ci dicono qualcosa che vale sempre quando U.S. e Olympia si incontrano e varrà anche domenica: le sfide tra bianconeri e granata sono sempre state combattutissime. Lo dimostra l’unico dato statistico che vale la pena prendere in considerazione a poche ore dal fischio d’inizio al “Lancellotta” di Isernia: soltanto quattro dei 64 derby fin qui disputati sono finiti zero a zero. D’altronde domenica con queste due squadre scenderà in campo un pezzo importantissimo della storia del calcio molisano. Due sodalizi che vantano una longevità che non ha eguali nella regione rapportata al livello delle competizioni in cui sono stati impegnati da quando esistono.

L’U.S. Venafro, fondata nel 1966, quest’anno festeggia il suo sessantesimo compleanno, traguardo che l’Olympia festeggerà il prossimo anno essendo stata fondata nel marzo del 1967. In questi sessant’anni, nei quali non hanno saltato una stagione, hanno giocato in serie D (20 volte), nell’Eccellenza molisana (48 volte), nella Promozione Campana tra gli anni ’70 e ’80 (7 volte) quando questa categoria valeva tecnicamente e organizzativamente quanto una quarta serie di oggi. Mentre Unione Sportiva Venafro e Olympia Agnone, in questi sessant’anni di ininterrotta attività, alternavano gioie e delusioni, in altre realtà importanti del Molise come Campobasso, Isernia, Termoli o Bojano, le società storiche scomparivano, fallivano e il calcio ha dovuto spesso ricominciare da zero, magari acquistando il titolo sportivo di sodalizi di comuni limitrofi.

Perciò quello che da sessant’anni ormai si gioca tra bianconeri e granata, non è più e non è solo il derby tra due città, Venafro ed Agnone, ma ha assunto una sua propria autonoma dimensione: è il derby tra Unione Sportiva e Olympia che ha ormai una sua storia ben precisa, i suoi eroi, i ricordi condivisi di generazioni di tifosi e di sportivi. Dal primo derby giocato al “Civitelle” nel 1968-1969, vinto per 3 a 2 dai granata grazie al gol decisivo al 90’ di Di Paolo, fino all’ultimo giocato sempre al Civitelle il primo novembre scorso, anche questo vinto dai granata per 4 a 1, l’unica sconfitta subita in campionato fino ad oggi dal Venafro che guida la classifica e spera di regalarsi per il suo sessantesimo compleanno il ritorno in serie D.

In mezzo derby storici, come il primo vinto sul campo in trasferta da una delle due squadre nel 1981-82 quando il Venafro, costretto in dieci per oltre un’ora, espugnò il “Civitelle” per 2 a 0, oppure i quattro derby in Promozione Campana tra il 1987 e il 1989, i primi due senza dubbio memorabili, quelli che più di tutti sono rimasti nella memoria dei tifosi: il primo vinto ad Agnone dai granata per 3 a 0 con le reti segnate negli ultimi 5 minuti, il secondo a Venafro vinto dai bianconeri per 3 a 1 che fece uscire l’Agnone dalla lotta per la promozione in serie D. Così come l’anno successivo, dopo il pareggio all’andata ad Agnone per 1 a 1 (con due rigori sbagliati dagli altomolisani), il Venafro al ritorno, vincendo per 2 a 1, trascinò con sé anche i granata nella retrocessione.

E al netto della partita persa a tavolino nel 1969 (l’unica non decisa sul campo) perché i bianconeri non si presentarono a recuperare il derby sospeso al “Del Prete” alla penultima giornata per un malore all’arbitro, anche perché la federazione, a campionato finito, decise di non farlo giocare a Venafro bensì sul campo neutro di Isernia, il Venafro è riuscito a mantenere inviolato il suo campo fino al 3 febbraio 2002 quando a fermare la corsa dei bianconeri, che lottavano per le prime posizioni (e a infliggergli la prima sconfitta interna in un derby), fu l’Agnone di mister Mauro Marinelli che espugnò il “Del Prete” per 2 a 1. Ad aprire la strada a quella vittoria fu un venafrano doc, Nicandro Vizoco, autore del primo gol granata, che quell’anno fu mandato in prestito in Altissimo Molise insieme ad un altro venafrano, Rino Bianco. Certo ci sono anche i quattro derby in serie D con un bilancio pari: una vittoria a testa e due pareggi. Erano le squadre allenate da Corrado Urbano, Massimo Agovino, Ersilio Cerone. Partite anche quelle combattutissime da giocatori di grande qualità. Parliamo delle stagioni 2007-2008 e 2010-2011.

Una in particolare fece molto parlare di sé, quella pareggiata ad Agnone il 20 gennaio del 2008. Le immagini del gol del pari dei bianconeri fecero il giro del mondo: innanzitutto perché si trattò di un gol strepitoso, un tiro da quasi 50 metri che si andò ad infilare al 65’ all’angolino alla sinistra del portiere granata; inoltre, perché a segnare quel gol fu Diego Armando Maradona jr., entrato in campo da appena tre minuti. Tre di quei quattro derby in serie D ebbero come protagonista un giovane venafrano doc che vestiva il bianconero e che andò anche in gol, Vincenzo Ricamato, che a fine campionato 2011 si trasferì ad Agnone dove per quattro anni è stato titolare inamovibile e idolo dei tifosi. Domenica Ricamato sarà ancora in campo indossando la fascia di capitano del Venafro, l’unico superstite di quelle battaglie.

D’altronde un derby come questo che ha una storia ha anche i suoi eroi e molti sono stati condivisi. Tanti – non troppi – gli ex. Domenica in campo, oltre a Ricamato, potrebbe esserci anche l’ultimo della lista, Riccardo Colato, giovanissimo talento agnonese, che vanta un record: è stato l’unico a giocare il derby con le due maglie nello stesso campionato. Colato (il papà Antonio questo derby lo ha giocato più volte sempre in granata) nella scorsa stagione arrivò a Venafro preso dall’Olympia. All’andata indossò il bianconero contro la squadra della sua città. Nel mercato di gennaio è tornato ad Agnone e nel derby di ritorno è sceso in campo contro il Venafro.

Quando si parla di ex vengono fuori nomi davvero eccellenti. Sulla sponda agnonese, oltre a quello di Colato, ci sono quelli di Antonio Melloni e Mauro Marinelli, due monumenti del calcio granata. Melloni tra fine anni ’70 e inizio anni ’80, giocò per due stagioni a Venafro (stabilendo il record di gol segnati in un’unica partita: dieci raccontano i giornali dell’epoca – ma lui sostiene che furono 12 – in Venafro-Piedimonte 24 a 0 del gennaio 1981).

Mauro Marinelli, chiamato nel 1996-97 a subentrare sulla panchina bianconera dopo 11 giornate di campionato, lasciò un ricordo talmente positivo che i tifosi venafrani – trattamento riservato a pochissimi – gli scrissero a fine torneo una lettera aperta toccante ricca di affetto e gratitudine. Quelli della sponda venafrana li abbiamo già citati: Vizoco e Ricamato. E poi c’è quel patrimonio comune di idoli che hanno fatto grandi le due squadre: i bomber Costantino Parisi (che vanta il record di reti segnate nei derby, 14 di cui 11 con la maglia del Venafro) e Bubù Keyta e il mister Corrado Urbano. Poi ci sono le piccole storie: quelle che hanno visto giocare il derby a padre e figlio: oltre ad Antonio e Riccardo Colato, anche i venafrani Pasquale e Nicandro Bianchi con una particolarità, sono andati entrambi a segno: Pasquale nel 1989, Nicandro nel 2023. Così come Nicandro e Roberto Patriciello, presidente e direttore sportivo del Venafro di oggi. E poi due fratelli che sono andati a segno, Mauro e Franco Giorgio Marinelli. E poi tanti altri. Domenica si aggiorneranno le statistiche ma soprattutto si scriverà un nuovo importante capitolo in questa meravigliosa storia con nuovi eroi e nuovi ricordi. Con l’augurio che oltre al migliore, vincano anche il calcio e lo sport.
Antonio Sorbo
(le foto dell’Us Venafro tratte dal libro ‘Il calcio a Venafro: storia di una grande passione’)