La bufera giudiziaria che in queste ore ha investito il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, e che lo ha costretto a confermare di essere indagato per corruzione, impone una riflessione profonda. Roberti ha dichiarato di aver agito “in piena trasparenza e nel rispetto delle istituzioni”. Per questo riteniamo che Roberti avrebbe dovuto parlare subito a tutti i cittadini e all’Aula del Consiglio regionale, senza attendere le anticipazioni dei media nazionali. La legalità, la trasparenza, l’interesse pubblico devono restare la stella polare dell’azione amministrativa e politica: sono principi per noi non negoziabili. Riteniamo impensabile che il presidente della Regione non si presenti in Aula per chiarire la propria posizione. Ciò nel pieno rispetto di un’indagine approfondita e trasparente, senza alcuna volontà di anticipare giudizi definitivi nel pieno rispetto del principio della presunzione di innocenza.
Così Andrea Greco, Angelo Primiani e Roberto Gravina durante la conferenza stampa convocata insieme agli esponenti del Pd (Fanelli, Facciolla e Salvatore) e di Costruire Democrazia (Romano).
“Da tempo – hanno aggiunto – chiediamo l’istituzione di una Commissione Antimafia regionale, una necessità ineludibile di fronte a scenari sempre più allarmanti. Eppure, la nostra richiesta giace nei cassetti della maggioranza di centrodestra, senza una spiegazione plausibile. Allo stesso modo, resta senza risposta la nostra interrogazione volte a sollecitare la Giunta a dotarsi di strumenti di monitoraggio sull’utilizzo dei fondi pubblici, nonché di uffici specifici per la gestione delle segnalazioni antiriciclaggio. Oggi più che mai, questi strumenti sono indispensabili per garantire trasparenza e legalità nella gestione della cosa pubblica. La notizia della chiusura delle indagini preliminari nei confronti di Roberti, sebbene riferita a fatti antecedenti alla sua attuale carica, e l’intero impianto investigativo che coinvolge un settore critico come quello dei rifiuti pericolosi, impongono una presa di coscienza. Le inchieste riguardano anche apparati della pubblica amministrazione, e questo deve spingere a una seria riflessione sul livello di permeabilità delle istituzioni locali a fenomeni corruttivi, ma anche sul rischio che venga minata la fiducia dei cittadini nelle stesse”.
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Ed ancora: “Ribadiamo che si tratta di indagini preliminari e che vige la presunzione di innocenza per tutti gli indagati. Tuttavia, non possiamo ignorare quanto evidenziato dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla stessa magistratura in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario: il Molise non è un’isola felice immune da infiltrazioni criminali. Gli enti amministrativi, gestendo ingenti risorse pubbliche, devono dotarsi di strumenti normativi e amministrativi idonei a prevenire ogni rischio di infiltrazioni criminali. Sin dall’inizio della legislatura abbiamo segnalato i rischi cui la Regione Molise è esposta e abbiamo avanzato proposte concrete per il rafforzamento della figura del responsabile per la trasparenza e la prevenzione della corruzione. Abbiamo inoltre depositato atti per sollecitare la Giunta a dotarsi di adeguati meccanismi di monitoraggio e contrasto al riciclaggio, ma tali istanze sono rimaste inascoltate”.
Infine hanno sottolineato Greco, Primiani e Gravina: “La Regione Molise deve lanciare un segnale chiaro di trasparenza e integrità. Auspichiamo un’indagine quanto più rapida, imparziale e rigorosa, in rapporto alla complessità del caso. Così come auspichiamo che il presidente Roberti possa dimostrare la propria estraneità alle accuse. Qualora così non fosse, ci troveremmo di fronte a una frattura istituzionale gravissima e inaccettabile per il nostro territorio. Di fronte a queste ipotesi, ci chiediamo però se il presidente Roberti abbia la serenità per amministrare una regione già gravata da difficoltà economiche, sociali e contabili. La Costituzione, all’articolo 97, non solo sancisce che la pubblica amministrazione debba essere terza e imparziale, ma esige che appaia tale, garantendo ai cittadini l’assenza di qualsiasi ombra sulla gestione della cosa pubblica. Per questo, non possiamo restare in silenzio di fronte a questi avvenimenti e continueremo a batterci per la tutela della legalità e della trasparenza nelle istituzioni molisane”.