«Il nostro territorio continua a lottare contro lo spopolamento e la denatalità. Il rapporto della Caritas mette in evidenza come in trent’anni i paesi dell’Alto Molise abbiano perso popolazione con percentuali che vanno dal trenta al cinquanta per cento. Solo se saremo in grado di rimettere in rete i servizi e la comunità potremo vincere questa sfida che è quella di tutti le aree interne e dei territori marginali».

Così l’altra sera, al teatro, il sindaco Daniele Saia, presentando allo scarso pubblico presente, la lista “Nuovo Sogno Agnonese”. «Le aree interne stanno diventando solo una narrazione. – ha spiegato il primo cittadino uscente e rientrante, salvo colpi di testa degli agnonesi – Sta alla nostra determinazione e alla nostra capacità fare in modo che siano realmente al centro dell’agenda politica. In tutte le occasioni nelle quali mi trovo a parlarle, anche nei tavoli ministeriali, lo ribadisco anche ai Ministri: si deve parlare di meno delle aree interne e si deve fare di più e concretamente».

Basta chiacchiere, questo l’appello di Saia rivolto ai politici che da Campobasso e soprattutto da Roma decidono le sorti di territori e popolazioni. «La madre di tutte le battaglie è senza dubbio quella in difesa dell’ospedale “Caracciolo”. – ha aggiunto Saia – Ce ne stiamo occupando con grande determinazione e in qualsiasi tavolo. In ogni caso ci opporremo al piano operativo sanitario anche con un ricorso al Tar». Una determinazione che forse è mancata, nel corso degli anni, al sindaco Saia, accusato di essersi fidato troppo delle rassicurazioni in merito alle sorti dell’ospedale cittadino fornite dalla Regione e dall’Asrem e delle pacche sulle spalle dai vari Di Lucente, Roberti, Di Santo, Matarante e via cantando.
Francesco Bottone