Prosegue senza sosta la lotta dei Carabinieri alle truffe in danno di anziani, sia attraverso mirate sessioni informative nelle chiese e nei centri ricreativi in favore della cittadinanza, sia soprattutto mediante i quotidiani servizi di controllo del territorio, volutamente intensificati negli ultimi mesi nelle fasce orarie della tarda mattinata e del primo pomeriggio pur di fronteggiare l’odioso fenomeno.

Nello specifico, nei pomeriggi del 22 e del 24 aprile scorsi sono state individuate due batterie distinte di truffatori (ciascuna formata da un autista e un passeggero) che, in trasferta dalla Campania, erano stati “inviati” dai complici, cosiddetti “telefonisti”, nel Comune di Bagnoli del Trigno con lo scopo di far loro riscuotere il denaro e i monili richiesti telefonicamente, con raggiri, ai malcapitati anziani mediante le tecniche ormai note del “finto parente in difficoltà o che ha causato un incidente” ovvero del “finto carabiniere, appositamente inviato a ritirare i preziosi utili saldare il debito con la giustizia”.
In entrambe le circostanze, tuttavia, la collaborazione e la sinergia tra cittadini e Forze dell’Ordine è stata determinante. Infatti, il merito dei residenti è, in primis, di non avere ceduto alle avanches dei truffatori e, soprattutto – circostanza poi rivelatasi fondamentale – di aver chiamato immediatamente il N.U.E.112, dando indicazioni precise per raggiungere le proprie abitazioni. Solo così, di conseguenza, è stato possibile far convergere le pattuglie in circuito proprio nelle zone di interesse del comune bagnolese e individuare le autovetture sospette a bordo delle quali i quattro truffatori, pur sorpresi “a mani vuote”, sono stati condotti in caserma per accertamenti. In quella sede, è emerso che sui rispettivi cellulari, vi erano decine di fotografie ricevute su Whatsapp da numeri sconosciuti e intestati a cd. “prestanome”, ritraenti le facciate delle abitazioni delle vittime, nonché gli indirizzi e i nomi da cercare sui campanelli: il tutto finalizzato ad accelerare le operazioni di prelievo a domicilio e sufficiente perché venissero tutti denunciati in stato di libertà per tentate truffe in concorso in danno di anziani, in attesa di ulteriori approfondimenti sui “mandanti”.