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lunedì 20 Aprile 2026
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Il giro del mondo per andare a scuola a Agnone e gli alunni scappano

«Si avvisa l'utenza interessata di Castiglione Messer Marino che l'autobus in partenza per Agnone viene anticipato alle ore 6,55 da viale Kennedy, di fronte al distributore "IP", con transito alla fermata di piazza San Rocco alle ore 7,…

«Si avvisa l’utenza interessata di Castiglione Messer Marino che l’autobus in partenza per Agnone viene anticipato alle ore 6,55 da viale Kennedy, di fronte al distributore “IP”, con transito alla fermata di piazza San Rocco alle ore 7, fermata contrada Padulo alle 7,05, a Schiavi di Abruzzo alle 7,15. L’arrivo ad Agnone è previsto per le ore 7,55. Resta invariato l’orario di ritorno».

E’ la comunicazione della ditta di trasporto pubblico Cerella ai suoi passeggeri, quelli che dall’Alto Vastese, studenti, operai, lavoratori, pazienti dell’ospedale “Caracciolo”, semplici pendolari, hanno necessità di raggiungere Agnone e l’Alto Molise. La frana sulla ex statale Istonia, poco dopo il bivio di secolare, sul territorio di Belmonte del Sannio, ha troncato i collegamenti viari tra i due territori contigui. Si tratta di una «frattura di civiltà», come l’ha definita l’onorevole Luciano d’Alfonso, una interruzione di servizi e diritti, possibilità e opportunità.

La strada, che attende di essere ristatalizzata, non è più percorribile, o meglio, lo è solo per un tratto, dall’abitato di Castiglione fino all’incrocio con la viabilità minore, quella comunale di Belmonte del Sannio. Poi si prosegue su stradine di campagna, tortuose, strette e malmesse, sulle quali un autobus di linea non può transitare, semplicemente perché non ci entra e rischierebbe di restare incagliato, spiaggiato come un enorme cetaceo.

E quindi i mezzi del servizio del trasporto pubblico non ci possono passare più sulla “mulattiera”, devono utilizzare altre strade e percorsi decisamente più lunghi. Il mezzo di Cerella, ad esempio, parte da Castelguidone alle sei e un quarto del mattino, percorre la provinciale per Schiavi, schiva, letteralmente la frana sulla tratta Schiavi Castiglione, raggiunge quest’ultimo centro, imbarca studenti e lavoratori e riparte sullo stesso percorso; rischiva la frana passando sullo strapiombo, torna a Schiavi, scende sulla fondovalle Trigno, risale sulla fondovalle Verrino e arriva finalmente in Agnone, giusto in tempo per la campanella che segna l’avvio delle lezioni. Tempi più che raddoppiati, perché un potenziale utente che parte da Castelguidone impiega poco meno di due ore per arrivare ad Agnone.

E il problema vero è che questa situazione di isolamento potrebbe realisticamente durare per mesi, se non anni. Perché sistemare la ex statale Istonia sarà costoso e ci vorrà tempo, tanto tempo, e il trasporto pubblico sarà costretto a fare il famoso “giro del mondo” fino a nuovo ordine. Proprio questa dilatazione temporale senza fine sta spingendo, ad esempio, alcune famiglie residenti nell’Alto Vastese che avevano già fatto la pre-iscrizione dei propri figli presso gli istituti scolastici di Agnone a cancellarla per farla nelle scuole di Vasto.

«Avevamo scelto Agnone perché, nonostante la chiusura al traffico da quasi nove anni del viadotto sul Sente, si riusciva ad arrivare a scuola in un tempo ragionevole. – spiegano alcuni genitori alla nostra redazione – Ora, con la chiusura al traffico anche della “mulattiera” e con l’autobus costretto a fare il giro del mondo, si fa prima ad arrivare a Vasto che a raggiungere Agone. Tanto vale iscriverli direttamente negli istituti scolastici di Vasto».

E’ il refrain delle terre alte, delle cosiddette aree disagiate: il progressivo venir meno dei servizi, come appunto quello della viabilità e dei collegamenti, alimenta e incentiva lo spopolamento. Senza strade Agnone e i suoi istituti scolastici sono difficilmente raggiungibili e quindi ancora meno attrattivi che in passato. E gli studenti, già pochi, fuggono altrove.

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